PARK VITTORIA «L’esposto? Forse vogliono svincolarsi»

Candidati sindaci unanimi nel condannare nel minacce per dire no al parcheggio. Provocazione della Prampolini: è in perdita, non conviene più al costruttore

REGGIO. Alla notizia di un esposto presentato in procura dalla Reggio Emilia Parcheggi Spa – la società concessionaria dei lavori e della gestione del Park Vittoria – per denunciare l’escalation di tensioni contro la società e il contestato progetto, gli otto candidati alla poltrona di sindaco replicano con una condanna corale a ogni forma di violenza. Ma l’occasione è anche quella per ribadire – per tutti, tranne ovviamente per Vecchi – la contrarietà a un’opera che continua a non piacere.

Antonio Casella (Reggio Democratica e Comunisti Italiani) si dice sgomento e preoccupato. «Premesso che siamo contrari a qualsiasi forma di violenza, continuiamo a pensare che quando un’amministrazione impone un’opera contro la volontà dei cittadini e non solo (anche Landi della Confindustria ritiene l’opera obsoleta) e quando si alzano vergognosi muri – dichiara – si creano spiacevoli condizioni che permettono ad esaltati di agire indisturbati, procurando panico e allarme nella città». Reggio Democratica esprime solidarietà ai lavoratori, chiede l'installazione di telecamere sul cantiere e di recintarlo con pannelli trasparenti.

Ribadisce la propria contrarietà a ogni forma di violenza anche Ernesto D’Andrea (Città Tricolore). «Io mi sono sempre opposto a quest’opera, di cui non condivido la collocazione. Ma le iniziative riguardo alla rinegoziazione dell’opera devono avvenire nelle sedi istituzionali, nei modi corretti rispetto alla democrazia – sottolinea – Tuttavia, è bene non cercare di creare allarmismi. Siamo fermi a un ordigno trovato. Non è detto che accada dell’altro. Si valutino quotidianamente i fatti, senza alimentare un inutile clima di tensione».

Francesco Fantuzzi (Un'altra Reggio) fa qualche distinguo. «Non voglio commentare nel merito dell’esposto, posto che sicuramente c’è da indagare in modo serio – dichiara – ma vorrei che anche la Reggio Emilia Parcheggi Spa spiegasse alcune cose delle quali da tempo chiedo conto. Come mai quando la concessione è stata stipulata, nel maggio 2011, la Final Spa, che fa parte della società, risultava inattiva per la Camera di Commercio di Palermo? Perchè Reggio Emilia Parcheggi Spa ha sede a Bibbiano, nello stesso indirizzo della Ecologia Soluzione Ambiente?».

«Non sono d’accordo con il cantiere, ma credo che sia assolutamente indispensabile muoversi nella legalità – è il commento di Donatella Prampolini (Nuovo centro destra, Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lista civica) – E’ un’opera da fermare e noi lo stiamo facendo addentrandoci con il supporto di legali negli aspetti burocratici. Se ci sono state minacce, è giusto fare denuncia. Ma ho l’impressione che si stia cavalcando questa cosa per svincolarsi da un problema e uscire da questo progetto. La contropartita era la gestione del parcheggio ex Zucchi, ma mi sembra in perdita: è sempre vuoto».

«Questo tipo di informazioni preoccupano molto: riteniamo che l’opposizione debba essere fatta con metodi democratici, con le idee, con le parole – commenta Cinzia Rubertelli (Progetto Reggio, Grande Reggio) – D’altra parte, è un’opera molto contrastata dalla popolazione e che sta creando tanti problemi. Speriamo che non lo diventi dal punto di vista della sicurezza».

«E’ un situazione che sta degenerando giorno per giorno – fa notare Norberto Vaccari (M5S) – Noi deprechiamo ogni tipo di violenza, ma restiamo fortemente contrari a quel cantiere e useremo gli strumenti che lo Stato ci mette a disposizione per cercare di contrastarlo. E’ un cantiere molto complesso, con un project financing nato male e condotto peggio. L’Amministrazione non ha mai voluto ascoltare le legittime richieste dei cittadini. Questa conduzione non ha fatto che alzare il livello di conflittualità».

Anche Luca Vecchi (Svoltare, Italia dei valori, Centro democratico, I Leoni di Reggo, Sel, 0522 Reggio chiama Matteo, Pd) si dice in apprensione. «La preoccupazione della società è di tutti – dichiara – E’ giusto che gli organi inquirenti facciamo la loro parte e accertino se ci sono state minacce concrete. Tuttavia, io credo che questa città sia abituata a discutere, come è giusto che sia: l’indifferenza sarebbe peggio. E lo ha sempre fatto in modo civile. Io sono fiducioso».

Gianluca Vinci (Lega Nord), che già a febbraio aveva giudicato solo come un gesto per fare clamore l’ordigno, dichiara: «Dal punto di vista professionale, vedo strano un esposto di questo tipo dal momento che tutti i reati sono procedibili d’ufficio. Non riesco a trovare l’utilità di un esposto. Per il resto, è un progetto iniziato malissimo, modificato fino all’ultimo e che sta partendo anche in modo peggiore. Tutto questo continua a gettare ombre sulla realizzazione di questo parcheggio».

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