Primo Maggio a Reggio, i sindacati lanciano l'allarme povertà

Disoccupati record e calo verticale dei redditi. Sono queste le incognite che gravano sul mondo del lavoro di Reggio Emilia, che ha festeggiato il Primo Maggio in piazza tra musica, fiori e bancarelle

REGGIO EMILIA

Centinaia di persone in piazza il Primo Maggio a Reggio, tutti insieme per testimoniare il proprio sostegno a chi rischia di rimanere schiacciato dal peso della crisi. «C’è sempre meno lavoro, anno dopo anno peggiorano i dati dell'occupazione e le condizioni di vita perché c'è una politica generale che si propone di difendere sempre di più banche e finanza e sempre meno il lavoro» ha dichiarato il segretario generale della Cgil di Reggio Guido Mora, durante la sfilata lungo la via Emilia, in pieno centro città. «Questa spirale negativa deve finire perché non basta dire che c'è allarme, bisogna cambiare la strategia».

A Reggio la situazione è sempre più complicata, con 30mila disoccupati registraati a fine 2013. L'anno scorso si è chiuso con oltre 10 milioni di ore di cassa integrazione, che equivalgono a circa 6mila persone coperte dagli ammortizzatori, senza i quali sarebbero rimasti a spasso. «Siamo preoccupati anche per le decine di imprese che chiudono - prosegue Mora - Senza dimenticare il calo del reddito pro-capite, sceso mediamente del 17% negli ultimi tre anni. Si tratta di un taglio reddituale di 5.500 euro l'anno: significa che tante persone sono in una fascia di vulnerabiità: a Reggio Emilia parliamo di 57mila persone, un decimo della popolazione totale, ormai sotto la soglia di povertà».