I Sikh invadono il paese per il Baisakhi Day

Arrivano da tutta Italia per la coloratissima sfilata di uomini con turbanti e donne in costume tradizionale.

NOVELLARA. Già al mattino tanti sikh, uomini e donne, hanno cominciato ad arrivare al Gurdwara, il tempio sikh di via Baldini a Novellara, per la celebrazione del Baisakhi (o Vaisakhi) Day. Una delle principali feste dello Sikhismo, che è insieme festa delle primavera e celebrazione della fondazione della Khalsa, la confraternita religiosa dei Sikh “battezzati”. Succede ogni anno da quando, nel 2000, in via Baldini è stato inaugurato da Romano Prodi quello che è il maggiore tempio sikh d'Europa dopo quello di Londra. Un appuntamento che richiama ogni anno migliaia di fedeli, principalmente dall'Emilia e dalle Regioni limitrofe, ma anche dalle altre parti d'Italia. Quest’anno con una particolarità in più: il manifesto sostegno ai nostri ufficiali della Marina in carcere in India. “I Sikh sono con i Marò”, campeggiava in una fotografia con i volti dei nostri ufficiali, portata in corteo.

La giornata è iniziata al tempio con il canto di inni e letture dal testo sacro dei Sikh, il Guru Granth Sahib, le offerte al tempio, il pasto cerimoniale rigorosamente vegetariano e gratuito, parte integrante della cerimonia, e la distribuzione rituale di un budino di semolino dolce detto Karah Parashd. Prima di entrare nel Gurdwara tutti si tolgono le scarpe e si coprono il capo. La parte più spettacolare della giornata è stata, nel pomeriggio, la processione detta Nagar Kirtan, che significa “Lode a Dio per le vie della città”. Partito poco dopo le 14 da via Baldini, il lunghissimo e coloratissimo corteo ha raggiunto il centro, si è snodato per le vie cittadine. Con un testa un baldacchino adorno di festoni a vivaci colori, trainato da un trattore, sul quale c'era, il libro sacro, venerato come un Guru, sorvegliato da un componente autorevole della Khalsa. Preceduto dal suono di un tamburo, da un folto gruppo di volontari scalzi che scopavano in continuazione la strada e da altri volontari che la innaffiavano. Seguito da cinque portabandiera, scalzi con turbante barba lunga e costume tradizionale, e da altri cinque con la spada ricurva sguainata a guardia del libri sacro.

Tanti altri volontari distribuivano generi di conforto e pubblicazioni. A colorare il lungo corteo, le donne avvolte nella dupatta, l'abito tradizionale costituito da un camicione a tinte vivaci fino al ginocchio, con laghi pantaloni e il capo coperto da una leggera sciarpetta, e gli uomini “battezzati” con il turbante arancione brillante o blu cobalto, la barba e i capelli lunghi, lo sguardo intenso e il pugnalino ricurvo alla cintura. La maggioranza degli uomini, specialmente i giovani, indossava però semplicemente i jeans con una bandana in testa.