Terremoto, in arrivo 48 milioni per ricostruire

Il piano regionale 2013-14 stanzia 530 milioni per 656 interventi in Emilia Romagna, di cui una settantina nel Reggiano destinati agli edifici pubblici

REGGIOLO (Reggio Emilia)

Palazzo dei Principi e il teatro Asioli a Correggio. Le scuole Carducci e Palazzo Sartoretti a Reggiolo. E poi il duomo di Guastalla, la chiesa di San Carlo a Casoni, la scuola De Amicis a Fabbrico, le elementari di via Veneto a Rolo. Sono alcuni degli edifici inclusi nel piano annuale 2013-14 per la riparazione e il ripristino delle opere pubbliche, dei beni culturali e dell'edilizia scolastica e universitaria danneggiati dal sisma del 2012, presentato ieri in Regione alla presenza dell’assessore regionale alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli, dell’assessore regionale a Trasporti e infrastrutture, Alfredo Peri, di Enrico Cocchi, direttore generale della Regione Emilia-Romagna e di Alfiero Moretti, tecnico struttura del Commissario delegato alla ricostruzione.

In totale, nell’area del sisma sono 656 gli interventi soggetti a finanziamento, per un importo complessivo pari a 530 milioni di euro, che saliranno a 1.509 interventi (per 1,3 miliardi di euro), una volta ultimato il secondo stralcio e dato così il via libero definitivo al Programma delle opere pubbliche e dei beni culturali. «Per ultimare il programma – spiega l’assessore Peri - mancano circa 800 milioni di euro e abbiamo già iniziato il confronto con governo per recuperare queste risorse. Ma avere già a disposizione i 530 milioni significa che per i primi due anni c’è molto lavoro da fare, e ci sono anche le risorse per farlo. Si tratta di primo piano di intervento operativo delle opere pubbliche ed è proprio la parte pubblica delle città ad esserne interessata».

L’individuazione degli interventi, sulla base della legge regionale, è stata definita in collaborazione con Comuni e Province (per 264 interventi e un importo pari a 160 milioni, ovvero il 30% dei finanziamenti del piano), con gli enti religiosi (per 169 interventi e 125 milioni di euro, pari al 24%), cui seguono le strutture sanitarie e le opere di bonifica ed irrigazione. Nei 530 milioni di euro, inoltre, stati accantonati circa 9 milioni per interventi in cui siano presenti proprietà miste pubbliche-private. «Il nostro impegno – spiega l’assessore Muzzarelli – è ricostruire i centri storici e quindi la vera identità e l’anima delle comunità. Il pacchetto di 530 milioni di questo primo stralcio va a toccare la carne vitale di comunità che si mettono in gioco e che vogliono tornare nei centri storici. C’è tanta voglia di superare questa fase e di guardare al futuro».

Il piano riguarda le opere pubbliche per un importo complessivo di circa 134 milioni di euro (il 25% del totale, per 180 interventi), i beni culturali soggetti a tutela per circa 282 milioni (il 53% per 357 interventi) e, separatamente per via della fonte di finanziamento, l’edilizia scolastica e università (105 milioni, circa il 20% del totale) per 119 interventi. Dal piano sono escluse opere per importi inferiori ai 50mila euro.

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