Motorizzazione, il caso in Parlamento

Il deputato reggiano del Pd Paolo Gandolfi in una interrogazione chiede l’intervento del ministro dei Trasporti

REGGIO EMILIA.

L’inchiesta della polizia stradale che ha squassato come un tornado la Motorizzazione civile di Reggio finisce in Parlamento. Ad annunciare la presentazione di una interrogazione parlamentare è il deputato reggiano del Pd Paolo Gandolfi. Tre funzionari della motorizzazione in carcere, un quarto dirigente dello stesso ufficio di via Piemonte, indagato a piede libero. E ipotesi di reato che vanno dalla truffa, alla corruzione, al falso: ce n’è abbastanza per nutrire una seria preoccupazione sull’operatività di un presidio strategico com’è quello della Motorizzazione civile. Un ufficio che, in questi giorni di bufera, si è trincerato dietro un silenzio che di certo non ha contribuito a portare tranquillità. «Non possiamo rilasciare alcuna dichiarazione senza l’autorizzazione dei nostri superiori» era il ritornello che si sono sentiti ripetere quanti in questi giorni hanno cercato il direttore dell’ufficio Antonio Ravenda.

Così ora, sarà il ministro Lupi (o chi gli succederà nella carica, qualora la crisi di governo dovesse arrivare a compimento) come titolare del dicastero dei Trasporti, a fornire una fotografia della situazione reggiana. E non è nemmeno escluso che proprio l’azione parlamentare di Paolo Gandolfi possa in qualche modo dare l’input all’intervento del ministero verso una sua struttura periferica che, nella migliore delle ipotesi deve sopperire all’assenza in organico di tre persone oggi rinchiuse nel carcere della Pulce. E forse di una quarta, il dirigente per il quale era stato chiesto l’arresto ma che è rimasto invece a piede libero per decisione del Gip del tribunale di Reggio, Angela Baraldi.

Nell’interrogazione che Gandolfi sta predisponendo, il parlamentare reggiano chiederà al ministro un quadro della situazione e soprattutto cosa intenda fare per garantire la piena funzionalità di un ufficio che è cruciale per la vita dei cittadini e delle imprese di casa nostra. Gandolfi, in altre parole farà sue le preoccupazioni espresse proprio sulla Gazzetta dalla responsabile provinciale di Fita Cna, Nilde Montemerli che, dopo aver sottolineato con favore l’azione degli inquirenti in un settore così delicato, aveva anche evidenziato la necessità che l’Ufficio, l’istituzione pubblica della Motorizzazione Civile fosse messo al più presto nelle condizioni di espletare le proprie funzioni a beneficio di tutti gli utenti che vi si rivolgono ogni giorno. Sarà anche interessante la risposta che arriverà dal ministro, non foss’altro perché conterrà le relazioni dei superiori dei funzionari coinvolti in questa inchiesta.

massimosesena