L’ex primula nera Bellini si è risposato e fa il pizzaiolo

Parla il sacerdote che lo sta seguendo anche come tutore: «Ha intrapreso il suo cammino di fede». Vive sotto falso nome

REGGIO EMILIA

Da criminale a pizzaiolo. Da killer implacabile a uomo che ha trovato nella fede cristiana la forza per voltare pagina. E’ la nuova vita di Paolo Bellini, 60 anni fra pochi giorni, che da circa un lustro sta scontando le pesanti condanne per omicidio agli arresti domiciliari (ma con il permesso di lavorare in orari precisi) in una località segreta del centro Italia. Per l’ennesima volta è sotto falso nome ma non più sotto protezione, perché ha già chiuso anche la stagione da collaboratore di giustizia. Si è risposato, del resto con la moglie reggiana e il figlio i rapporti sono chiusi da tempo. Dopo l’arresto del 1999 con l’ammissione-shock di numerosi delitti è arrivato ben presto il divorzio, il figlio ha cambiato cognome. La Gazzetta è entrata in contatto con il sacerdote che gli fa da tutore (come conseguenza delle sentenze penali che hanno disposto l’interdizione legale dell’ex estremista di destra dalla pistola facile) e che soprattutto lo sta seguendo nel suo cammino spirituale.

Mi scusi la franchezza, ma è difficile far combaciare lo spessore criminale di Bellini con la vita da buon cristiano... «Eppure è così – pesa comunque le parole il prete – e fin dal primo momento che ci siamo conosciuti s’è aperto con me, con la convinzione di voler cambiare vita. Non credo che finga. Certamente va anche detto che solo il Padre Eterno può vedere nell’intimo di Bellini ».

Ma come vi siete conosciuti? «Nel carcere dov’ero cappellano. Durante la detenzione sono iniziati i nostri incontri. Partecipava alla messa, poi si parlava molto, lui s’era pentito di tutto quello che aveva fatto e chiedeva un conforto religioso per cambiare vita, per abbracciare un’esistenza normale. E lì, in carcere, ha intrapreso il suo cammino di fede».

Che idea si è fatto di Bellini? «Un uomo travagliato, comunque una persona seria. Ho avuto modo di conoscere altri collaboratori di giustizia, rivelatisi problematici e a volte approfittatori. Lui non mi è apparso così e continua ad alimentare la fede ritrovata, ora che è fuori dal carcere ormai da tempo».

Essendo il suo tutore è ovviamente in contatto con lui: ora come vive? «Si è sposato con una donna dell’Est, lavora, è seguito da altri sacerdoti della parrocchia che frequenta, insomma una vita finalmente onesta e normale».

Ma che lavoro fa? «Il pizzaiolo. Gestisce un locale a nome di un’associazione. E le cose vanno molto bene. So che insegna il mestiere a chi vede il proprio futuro lavorativo in una pizzeria».

E i problemi di salute? «Sta meglio, comunque sa che deve tenere la situazione sotto controllo».

Bellini è entrato o è stato sospettato un suo ruolo in tanti misteri d’Italia: gli anni vissuti da falso brasiliano a nome Roberto Da Silva, la strage di Bologna, la trattativa Stato-mafia, gli 11 omicidi confessati solo alla fine anni Novanta. Ha davvero chiuso con tutto ciò? «Ha detto basta con il passato e mi appare convinto».

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