Sgominata banda di spacciatori in montagna

Nella rete dei carabinieri sono finite 15 persone che gestivano il mercato di hascisc e marijuana tra i giovani “bene”, anche minorenni All’alba di ieri il blitz dei militari dell’Arma che ha portato all’esecuzione di 7 provvedimenti di natura cautelare

CASTELNOVO MONTI

Sono centinaia le cessioni di droga “documentate”, soprattutto dal racconto dei clienti (una trentina, molti dei quali persino studenti minorenni, che descrivono il capillare mercato di droga messo in piedi da almeno 15 persone, tutte insospettabili, residenti prevalentemente in montagna, ma non solo, ora indagate.

La rete dello spaccio è stata però scoperta e, si spera, smantellata dai carabinieri coordinati nelle indagini dal sostituto procuratore Valentina Salvi. All’alba di ieri, dopo l’ok del gip Giovanni Ghini, il blitz che ha portato all’esecuzione di 7 provvedimenti di natura cautelare, tra i quali tre in carcere – in cella è finito pure un minorenne, su provvedimenti emesso dal tribunale dei Minori di Bologna – e quattro con obbligo di firma alla polizia giudiziaria, ma tra i destinatari di questi ultimi quattro provvedimenti uno è stato trovato in possesso di droga (mezzo etto di marijuana) e di un bilancino di precisione ed è stato pure lui arrestato in flagranza di reato.

In carcere si trovano quindi: per i provvedimenti di natura cautelare, Francesco Crobeddu, 37enne originario di Iglesias, e residente a Reggio Emilia, considerato il grossista e la mente dell’organizzazione, Hichan Saidi, 25enne di origine marocchino, ma residente a Felina di Castelnovo Monti (lui solo autore di almeno 150 cessioni anche a minori davanti alle scuole) e il minorenne di cui, ovviamente, non si forniscono le generalità; a questi si aggiunge Simone Corradi, 20enne, di Quattro Castella, al quale i carabinieri avrebbero dovuto notificare “solo” il provvedimento con obbligo di firma, ma che, in seguito alla perquisizione dell’abitazione, è stato trovato in possesso di droga e del necessario per il confezionamento e quindi arrestato in flagranza di reato.

Durante le indagini e fino all’inizio del processo avranno invece l’obbligo di firma altre tre persone, un 20enne fiorentino, un 23enne di Castelnovo Monti e un 21enne di Toano. Restano invece indagati a piede libero altre otto persone, di età compresa tra i 45 e i 20 anni: sei di queste residenti a Castelnovo Monti (di 24, 20, 45, 37, 21, 27, e 22 anni), un 27enne di Busana e un altro 27enne di Casina.

Tra i 15 finiti nelle maglie dei carabinieri per ben 7 c’è l’aggravante dello spaccio a studenti minorenni davanti alle scuole, tra questi istituti presi come piazza di smercio per la droga ce n’è uno di Castelnovo Monti. I fatti contestati sono avvenuti tra settembre 2011 e la fine dell’estate scorsa soprattutto a Castelnovo Monti ma anche nei comuni di Carpineti, Casina, Vezzano, Toano, Quattro Castella e Reggio Emilia a favore di decine di insospettabili giovani della “montagna bene”, tra i quali, appunto, studenti minorenni.

L’operazione dei carabinieri è stata denominata “Mosaico” in quanto sono stati ricomposti tutti i “tasselli” della rete di spaccio che ha visto finire in carcere grossisti, dettaglianti e nei guai i loro clienti. Un’operazione antidroga congiuntamente condotta dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Castelnovo Monti e della stazione di Carpineti (da dove parte l’indagine) che, all’alba di ieri, hanno avuto anche l’ausilio dei cani della cinofila dei carabinieri di Torriglia (Padova). Nel blitz, oltre alle esecuzioni dei provvedimenti cautelare sono state effettuate anche una decina di perquisizioni.

L’indagine è nata attraverso un’attività cognitiva condotta nell’ambito sia delle scuole che di luoghi frequentati dai giovani consumatori dimoranti nei comuni dell'Appennino reggiano che ha visto i carabinieri di Carpineti ricostruire l'intera rete dello spaccio che ha “inguaiato” grossisti dettaglianti e clienti. Un’indagine laboriosa quella, dei carabinieri di Carpineti come dimostra l'escussione di decine di giovani tutti risultati essere clienti degli odierni indagati dalla cui deposizione i carabinieri sono riusciti a ricostruire l'illecito business.