Undici anni fa l’incendio che diede il via all’inchiesta “Edilpiovra”

Sull’Amnesia – prima versione, il locale che aveva sede in fia Franzini 2/B al Buco del Signore ed era stato aperto da Luca Bertozzi e il padre ex vigile urbano Iller – pesa un precedente importante:...

Sull’Amnesia – prima versione, il locale che aveva sede in fia Franzini 2/B al Buco del Signore ed era stato aperto da Luca Bertozzi e il padre ex vigile urbano Iller – pesa un precedente importante: l’incendio doloso nella notte tra il 5 e il 6 marzo 2002, che distrusse completamente la discoteca.

«E’ stata una ripicca perché abbiamo allontanato tanta gente pericolosa dal locale e siamo stati ripagati in questo modo. Ci hanno chiesto dei soldi, ma noi abbiamo sempre rifiutato con forza queste cose e respinto queste persone». Così rispondeva alle domande della Gazzetta Luca Bertozzi 11 anni fa. Un anno dopo, le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, portarono a dare un volto a un numero impressionante di rapine, furti, estorsioni, incendi dolosi. Compreso quello ai danni dell’Amnesia. Si parlava di ’ndrangheta.

Da lì, partì l’importante operazione denominata “Edilpiovra” che portò alla sbarra tredici persone tra cui Antonio e Francesco Grande Aracri, Marcello e Ottavio Muto, Vincenzo Niutta, Nicolino Sarcone e gli Amato. Tra gli episodi contestati ad alcuni degli imputati, c’era anche il rogo doloso ai danni del locale dei Bertozzi finalizzato all’estorsione di somme di denaro. L’ultima “puntata” della complessa inchiesta giudiziaria che per ciascuno degli imputati seguì strade diverse, risale alla fine del gennaio scorso quando la Corte presieduta da Francesco Caruso ha condannato l'imprenditore edile cutrese Nicolino Sarcone a 8 anni e 8 mesi di reclusione. Una sentenza di primo grado per associazione a delinquere di stampo mafioso in cui si sostiene che Sarcone mise la "firma" sia a un incendio doloso (al bar River di via Dalmazia) sia ad atti estorsivi.