«La nomina di Deveronico è irregolare»

L’istanza verrà presentata dai quattro dipendenti destinati al licenziamento: «Taglia i posti di lavoro, non i suoi benefit»

REGGIO

«Se volevano risparmiare soldi non dovevano licenziare i dipendenti. Bastava tagliare i benefit del direttore». Sono scesi sul piede di guerra i quattro dipendenti delle Fiere di Reggio ormai prossimi al licenziamento, comunicato nei giorni scorsi dal direttore dell’ente, Dario Deveronico, contro il quale presenteranno entro la prossima settimana un esposto alla procura di Reggio per accertare le modalità che hanno portato alla sua assunzione. «La sua nomina non rispetta il bando lanciato nel 2009, con il quale si doveva individuare il nuovo direttore» spiega Fiorello Filippi, responsabile della Rassegna Suinicola Internazionale, in cassa integrazione dallo scorso dicembre insieme a tre colleghi. «Il bando prevedeva l’ammissione di persone con laurea e comprovata esperienza nel settore fieristico. Caratteristica, quest’ultima, che Deveronico non ha - hanno riferito ieri gli impiegati indicati come esuberi, riuniti ieri nello studio di Giulio Cesare Bonazzi, avvocato che li rappresenta - Non solo: al bando avevano partecipato dieci persone, cinque erano state ammesse al colloquio. Ma la commissione, di cui era membro l’attuale presidente delle Fiere Lisa Ferrarini, ha poi dato incarico a una società di Milano sotto un compenso di 20 mila euro. Questa presentato tre candidati, tra i quali è stato scelto Deveronico, che ha avuto un contratto quadriennale a prova di bomba, con un costo annuo di 180mila euro. In pratica la somma degli stipendi dei quattro licenziati. Del bando, quindi, non si è più saputo niente. Un’anomalia sulla quale chiederemo alla procura una verifica». Le incongruenze, secondo i lavoratori, non finiscono però qui. Nel mirino ci sono anche rimborsi a piè di lista, l’auto data in uso a Deveronico e tutta di benefit che gli sarebbero stati riservati. «Solo l’affitto della Bmw costa 12 mila euro l’anno - aggiungono gli impiegati - mentre noi paghiamo le conseguenze della gestione tra l’ex immobiliare Siper e l’ex società fieristica Sofiser. Quando erano divise l’etnte fiera aveva potuto contare su un equilibrio dei conti lungo 25 anni. con utili per ciascun biennio. Dopo la fusione la società di eventi ha cominciato a pagare un affitto pesantissimo di 360 mila euro all’immobiliare. Ora, lasciati fuori noi, restano solo due segretarie, due custodi, un commerciale e un geometra. I nostri compiti di tecnici, venditori, amministrativi e responsabile della Suinicola dovrebbero essere presi in carico dal solo Deveronico. Carico impossibile da sostenere. Dovrà certamente ricorrere a consulenti esterni. Rischiano di saltare gli eventi. Tanto valeva non licenziarci». «È una situazione insostenibile - dice Bonazzi - Delrio e la Masini devono subito intervenire in qualità di soci pubblici».