Gli eccidi ricordati e recitati in corteo

Bagnolo, le rappresaglie messe in atto dai fascisti al Torrazzo e a San Michele ieri raccontate dalla compagnia MaMiMò

BAGNOLO. Ieri mattina a Bagnolo è stato ricordato il 68° anniversario degli eccidi del Torrazzo e di San Michele. Due feroci rappresaglie messe in atto dai fascisti poche settimane prima delle Liberazione che hanno profondamente segnato la storia di Bagnolo e dei bagnolesi. Dopo la deposizione di una corona di fiori e l'omaggio al monumento ai caduti al cimitero di San Michele, si è formato in piazza Garibaldi il corteo che ha percorso le vie del centro storico, con sindaci e i gonfaloni dei comuni limitrofi, preceduto dal gruppo strumentale Città di Bagnolo. Terminato con la deposizione di una corona di fiori e la benedizione davanti alla lapide delle vittime del Torrazzo.

Sono intervenuti il sindaco di Bagnolo Paola Casali, la presidente della Provincia di Reggio Sonia Masini, Manlio Castellini del Comitato unitario della Resistenza di La Spezia e la vice presidente dell'Anpi di Reggio Ferrarini. Dopo gli interventi, l'eccidio del Torrazzo, del 14 febbraio del 1945, è stato rievocato a cura della compagnia teatrale MaMiMò con attori professioni, ragazzi della scuola e del Centro giovani e componenti del Comitato genitori. Una efficace lezione di storia live, che ha molto coinvolto i presenti. Con la ricostruzione dei fatti, a partire dal discorso della dichiarazione di guerra del Duce, attraverso la lettura di proclami e documenti d'epoca e di varie testimonianze.

Particolarmente drammatica la ricostruzione scenica della cattura da parte dei fascisti degli ostaggi, brutalmente strappati alle loro case ed alle loro famiglie nelle prime ore del mattino di quel 14 febbraio, «per dare una lezione ai bagnolesi». Nove uomini di età compresa fra i 22 e i 67 anni, compresi due fratelli, ai quali i brigatisti neri venuti da Reggio hanno aggiunto il commissario prefettizio di Bagnolo che aveva tentato di difenderli garantendo personalmente che si trattava di brava gente.

La folla ha poi seguito in un silenzio teso, molti con un nodo alla gola e gli occhi rossi, la scena degli ostaggi allineati contro il Torrazzo, le raffiche di mitra, il colpi di grazia sparati alla testa di ciascuno dei caduti, l'arrivo delle donne a piangere sui corpi dei loro cari. Per non dimenticare Evres Lazzaretti (di 30 anni), Emilio Mattioli (26), Otello Gibertoni (33), Oreste Gibertoni (22), Imerio Tondelli (37), Licinio Tedeschi (49), Primo Malaguti (67), Arnaldo Storchi (54), Carlo Formentini (54), il commissario Aristide Carboni (43). Alla strage del Torrazzo a fatto seguito, poco più di due settimane dopo, la fucilazione per rappresaglia, nei pressi del cimitero di San Michele, di otto ostaggi prelevati dal carcere di Reggio, le mani legate dietro la schiena con il filo di ferro. Sei reggiani e uno spezzino, più un giovane rimasto sconosciuto: Annibale Bruschi, Renato Corradini, Angelo Grassi, Elio Sesenna, Guido Signorelli, Ottorino Vecchi, Luigi Paolo Brandolisio.

Vittorio Ariosi