Primo via libera al Tmb da 55 milioni di euro

Con una maggioranza risicata il consiglio comunale ha approvato la variante Ma la mancanza del numero legale fa slittare l’immediata esecutività

Approvazione risicata in sala Tricolore, con ventuno voti a favore (con il Movimento 5 Stelle che ha votato assieme a Pd, Sel e a Barbieri del Gruppo Misto, mentre Pdl, Lega e Udc hanno votato contro e si è astenuto il gruppo Progetto Reggio), della variante al Piano regolatore e la modifica all'accordo territoriale tra Provincia di Reggio e i comuni di Reggio, Correggio, San Martino in Rio che stabiliscono che il nuovo Tmb verrà realizzato a Gavassa. L'approvazione delle due delibere apre definitivamente la strada alla realizzazione del nuovo impianto del quale si sta stendendo un primo progetto. La maggioranza già risicata, appena dopo la votazione delle due delibere è inciampata su quella successiva che prevedeva l'immediata esecutività del provvedimento. La delibera non è stata approvata per mancanza del numero legale, con il risultato di determinare un allungamento dei tempi per la sua operatività. L'impianto che sarà realizzato da Iren e dovrà essere attivo entro il 2015, «è il risultato - ha detto l'assessore Ugo Ferrari - di un percorso lungo dieci anni in cui abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione sul tema dei rifiuti. Una rivoluzione che è partita con l'introduzione sperimentale del porta a porta nella Circoscrizione Sette e che ha visto lo spegnimento del forno inceneritore di Cavazzoli, l’allargamento della raccolta differenziata fino a raggiungere quasi il 65% e ora arriva a definire il progetto del Trattamento meccanico biologico». Poi il Comune ha imboccato la strada che vuol arrivare dall'11.6% di oggi al 51% del 2015 con il porta a porta e far crescere la raccolta differenziata dal 43% del 2004 al 70% nel 2015. Attorno a questi numeri ruota la scelta delle dimensioni del Tmb. Si era partiti da un'ipotesi di Iren di un impianto di 140 mila tonnellate ora scesa a 120mila e c'è uno studio commissionato dalla Provincia che ipotizza (con la crescita della raccolta porta a porta) che sia sufficiente un impianto più piccolo con una capacità che oscilli dalle 80 alle120mila tonnellate. Su queste differenze molto importanti sul versante dei costi (la stima dell'assessore Ferrari è di 55milioni) si giocherà l'impegno assunto dalla Giunta e dalla maggioranza di tornare in consiglio a discutere per garantire percorsi e scelte trasparenti e condivise con i cittadini. Cittadini che ieri hanno assistito a questa seduta del Consiglio: in particolare, l’Associazione Rurali reggiani, che si batte per un impiantpo più piccolo, ieri ha esposto uno striscione di protesta davanti al municipio.

Roberto Fontanili