Frigor Box, nuovo piano: tagli per 35 posti di lavoro

Il tribunale accetta il ricorso. Vendita degli immobili e attività concentrate in 2 stabilimenti. Ora la palla passa alle banche

SCANDIANO

Il rilancio della Frigor Box di Scandiano passerà attraverso un concordato con riserva accettato il 7 novembre scorso dal tribunale di Reggio, che concede così all’azienda produttrice di celle frigorifere 120 giorni di tempo per trovare un accordo con le banche. Si tratta ovviamente di un nodo cruciale e per nulla scontato, raggiunto il quale la società potrebbe tornare protagonista nel mercato dei produttori di impianti per la refrigerazione.

A presentare la richiesta di concordato sono state anche altre tre società comprese nel gruppo: Vetroresina Emiliana srl di Casina, Frigostaff srl di Albinea e Sofir spa di Reggio. In tutto, però, saranno tagliati almeno 30 o 35 posti di lavoro degli attuali 95 rimasti in capo al gruppo, che avanzano ancora due salari arretrati. Si tratta quindi di un terzo degli addetti, operazione sulla quale i sindacati non si oppongono, in attesa di sapere come andrà il confronto con gli istituti di credito. «In realtà si tratta della seconda proposta di concordato - spiega Luigi Ferrari della Filctem Cgil di Scandiano - la prima non era passata per alcuni vizi formali. Non è ancora detto che l’azienda riesca a trovare l’accordo con le banche. Per ora si continua a produrre con un buon regime di saturazione degli impianti e i contratti di solidarietà vengono utilizzati solo marginalmente. Un buon segno, anche se i soldi in cassa non sono molti e pagare i fornitori non è sempre agevole. Le banche per ora hanno concesso liquidità totale per 740 mila euro, meno rispetto a quanto promesso in passato». Il tempo stringe e i lavoratori attendono ora la presentazione del piano di ristrutturazione, che verrà presentato forse a dicembre e sarà chiaramente calibrato sulle richieste delle banche. Nessun conflitto al momento sui tagli al personale, ma i sindacati promettono: «Sui numeri bisognerà trattare».

Intanto sono però disponibili le prime ipotesi del nuovo piano, come riportate nel concordato, che punta tutto su una moratoria con le banche, che potrebbero concedere degli anticipi sui crediti, come verrà loro proposta dal nuovo consulente legale della Frigor Box, Federica Greggio, appartenente al foro di Padova. Un processo che servirà per mantenere la continuità aziendale ma con una «dolorosa riduzione del personale», scrivono i consulenti ingaggiati dalla famiglia Fantini, proprietaria del gruppo.

Il vero ostacolo è rappresentato dal nodo finanziario. Con la ristrutturazione del debito verranno chieste nuove scadenze sui prestiti già in essere. Il passaggio dell'indebitamento verso il medio-lungo dovrà passare da 9 milioni a 18 milioni di euro. A fine 2011il passivo totale era superiore ai 28 milioni di euro. Per affrontare la crisi sarà avviata un’ampia dismissione degli immobili oggi in capo al gruppo, che detiene in portafoglio proprietà valutate 19,5 milioni di euro. non mancheranno poi le novità sul fronte industriale. Tutte le attività verranno infatti concentrate nei due stabilimenti di Pratissolo e Borzano. Ci sarà poi l’esternalizzazione della produzione in vetroresina e materiali plastici con la chiusura degli impianti della Vetroresina Emiliana. Stessa sorte per la produzione degli impianti di refrigerazione con potenza inferiore a 5 Kw. Il nuovo piano industriale, come detto, sarà comunque soggetto al via libera delle banche.