«Il rogo? E’ opera di gente stupida»

Il genero dell’imprenditore colpito ribadisce: «Forse è stato solo per invidia»

REGGIOLO. Nonostante il clamore della notizia, le dichiarazioni degli investigatori che, in riferimento al rogo doloso alla Bonifazio autotrasporti, parlano di intimidazione mafiosa, per Antonio Barillari, genero di Domenico Bonifazio, l’incendio dei nove camion è opera di «gente stupida». Contattato telefonicamente, Barillari ha poi aggiunto: «Non si sa ancora nulla. Non posso dire niente. Sarà compito degli investigatori stabilire la realtà dei fatti. Ribadisco: mio suocero non ha ricevuto nessun tipo di minacce. Lavora su linee fisse: effettua viaggi al porto di Ravenna, carica il materiale e lo trasporta a Sassuolo (Modena). E senza disturbare nessuno. Per questo non mi spiego chi possa avercela con lui. Il lavoro è scarso e lui andava sempre dove lo chiamavano. Forse proprio per il fatto che comunque un po’ di lavoro ce l’aveva, qualcuno, forse per invidia, ha combinato questo disastro».

Antonio Barillari non vuol sentir parlare di faide ’ndrine, di racket dei trasporti, non accenna alla parola mafia o alla lotta tra le potenti famiglie cutresi che si contendono il controllo dei cantieri edili e degli appalti pubblici tra il Mantovano e il Reggiano. I 500mila euro di danni arrecati all’azienda del suocero, che hanno azzerato ogni tipo di attività di trasporto, per Barillari sono poco più che «un dispetto». E ora che farà? «Non lo so ancora – dice sconsolato – non ne ho la più pallida idea». Dentro la cascina di via Aurelia restano solo le carcasse dei camion, che presto saranno portate via e rottamate. Domenico Bonifazio, a detta del genero, non era neppure assicurato. (m.p.)