Ciclabile vietata alla carrozzina elettrica

Scandiano, un disabile 82enne compra lo speciale mezzo ma non può circolare: «Non può nemmeno essere assicurato»

SCANDIANO. Quasi 5mila euro spesi per una carrozzina elettrica che non può circolare. E’ questa la paradossale vicenda capitata a un 82enne – invalido al 100% – di Scandiano, che al momento di assicurare il suo mezzo per anziani e disabili Krono, appena acquistato, si è visto rifiutare la richiesta in quanto «non rientra nella definizione di veicolo». Pochi giorni dopo, però, l’uomo, dopo aver chiesto spiegazioni alla polizia municipale, si è sentito rispondere che il mezzo non può nemmeno circolare su marciapiedi e piste ciclabili proprio perché si tratta di un «veicolo a motore».

«Non mi resta altro che girare per il cortile di casa mia – racconta sconsolato Benito Guidetti, lo sfortunato protagonista della vicenda – Sono invalido al 100%, questa carrozzina elettrica mi serve per muovermi, per fare la spesa o le mie commissioni. Ho fatto un investimento importante per comprarla (il prezzo dello scooter elettrico è di circa 4600 euro, ndr) e ora mi sento dire che non posso usarlo. I vigili dicono che lo scooter va troppo forte per poter circolare sulle piste ciclabili, perché ha una velocità massima di circa 16 chilometri orari, ma posso tranquillamente andare più piano, se serve».

L’anziano, infatti, dopo aver acquistato la carrozzina elettrica, si è rivolto alla polizia municipale dell’Unione Tresinaro-Secchia, alla sede di Scandiano, chiedendo informazioni riguardo al mezzo e ai luoghi in cui questo poteva circolare, ricevendo pareri rassicuranti.

«I vigili, una prima volta, mi hanno detto che avrei potuto girare dove volevo con la carrozzina elettrica – prosegue Guidetti – poi, quando sono tornato da loro per informarmi riguardo all’assicurazione del mezzo, mi hanno spiegato che senza targa e libretto di circolazione non potevano assicurarmelo, e che avrei potuto circolare solo nelle strade di proprietà».

Gli agenti della polizia scandianese non hanno fatto altro che riferire all’anziano quanto afferma il codice della strada, ossia che «le macchine per uso di bambini o di persone invalide, anche se asservite da motore, con le limitazioni di cui all’articolo 46, possono circolare sulle parti della strada riservate ai pedoni, secondo le modalità stabilite dagli enti proprietari delle strade ai sensi degli articolo  6  e 7».

Questo è il testo dell’articolo 46 e il comma 7 dell’articolo 190 del decreto legislativo numero 285  del 1992.

Insomma, pare che il mezzo possieda le caratteristiche per poter circolare nelle zone riservate ai pedoni. «La questione però è più complicata di così – spiega il comandante della polizia municipale Tresinaro Secchia, Ermanno Mazzoni – Il mezzo, per poter circolare, deve essere conforme ad alcuni requisiti precisi». I «veicoli per uso di bambini o di invalidi» recita infatti il codice, per essere considerati tali, devono presentare caratteristiche costruttive precise: lunghezza massima di 1,10 metri; larghezza massima 0,50 metri (con un massimo di 0,70 metri in alcune parti); altezza massima 1,35 metri, nella zona dove la larghezza massima del veicolo e 0,80 metri in corrispondenza dell’estremità anteriore; sedile monoposto; massa in ordine di marcia di 40 chilogrammo; potenza massima del motore 1 kilowatt e velocità massima di 6 chilometri orari per i veicoli dotati di motore. «Il superamento anche di uno solo dei limiti indicati nel primo comma comporta l’inclusione della macchina nei veicoli», specifica l’articolo 196 del codice della strada.

La carrozzina elettrica acquistata dal signor Guidetti non rientra quindi nelle caratteristiche indicate dalla legislazione in quanto, avendo una velocità massima di 16 chilometri orari, va troppo veloce; inoltre, non può essere assicurato perché sprovvisto di libretto di circolazione. Non può quindi circolare sulle piste ciclabili perché è un veicolo a motore e non può circolare per strada in quanto non targato e assicurato: si tratta insomma di un veicolo/non veicolo. «Io l’assicurazione l’ho fatta a me – conclude Guidetti – visto che non mi permettevano di farla alla carrozzina. Non capisco però perché il mezzo venga considerato pericoloso: in curva rallenta automaticamente, e posso regolare io la velocità. Non è che in macchina si diano le multe alle Ferrari perché possono andare ai 300 all’ora, se rispettano i limiti».

«Il nodo della questione è che il codice della strada, quando è stato steso, nel 1992, non contemplava i veicoli elettrici – chiosa il comandante Mazzoni – Il signor Guidetti ha avuto il lodevole scrupolo di assicurarsi e chiedere informazioni, altri non lo fanno. Il discorso tocca anche le biciclette elettriche. Non tutte possono infatti circolare sulle piste ciclabili, ma spesso i cittadini che le acquistano non lo sanno nemmeno».