"Il paese non vuole la nuova centrale"

Toano: dopo la presentazione del progetto parla il Comitato spontaneo per la difesa dei fiumi e torrenti della zona

TOANO

«Sulla nuova centrale idroelettrica di Pioppeto, non solo noi, ma tutto il paese è contrario». All’indomani della presentazione del progetto da parte dei tecnici Cev (Consorzio di Padova) a insorgere, gridando no all’intervento, è il Comitato locale per la difesa dei fiumi e torrenti Dolo, Dragone e Secchia.

Lo fa con un rapido giro di telefonate ai giornali, «perché all’incontro di lunedì sera eravamo presenti anche noi, del comitato, oltre a tutto il paese; e c’erano anche esponenti di altri comitati, come Ecologicamente, No Tube con i quali ci troviamo a lavorare spesso. Abbiamo detto chiaramente il nostro no e vogliamo ribadirlo oggi con più forza».

La voce è femminile – «Parlo a nome del comitato... » – e resta anonima, nonostante la ripetuta richiesta a presentarsi – «Un nome e un numero di telefono? Alla prossima riunione del comitato ne parleremo...» –. Ci tiene però a sottolineare di essere del posto «perché noi della montagna certe cose le sappiamo, ma devono saperle anche tutti gli altri».

Diretto l’attacco al Comune: «Prima di lunedì sera i residenti non erano stati avvisati, persino alcuni proprietari dei terreni erano all’oscuro. Il comitato invece è da due mesi che raccoglie firme e già la maggioranza del paese ha aderito».

«Il sindaco Michele Lombardi non ha detto la verità – prosegue la donna – Il paese sulla centrale non si spacca. Siamo tutti contrari. Non all’energia idroelettrica in sè. Anzi. Ma al fatto che in soli 3 chilometri di torrente, con questa ultima, le centrali idroelettriche sarebbero quattro. Due sono all’altezza di Ponte Secchia, una è in costruzione a Debbia di Baiso, l’altra sarebbe questa di Pioppeto a Cerredolo, che prevede, e questo il sindaco Lombardi non lo ha detto, sei chilometri di fiume intubato, da Pioppeto fino alla centrale di Farneta, a Modena; ma il Dolo non è un fiume, è un torrente ed è già stato abbastanza devastato: gli scavi effettuati nel 2009, per l’asportazione di litoidi, hanno finito per deviare il suo corso e ridurre il vecchio tratto in una miriade di rigagnoli. E ora vogliono mettere le mani sull’unico tratto rimasto accessibile, a Pioppeto».

Non è un torrente, invece, ma un fiume in piena la voce che parla al di là della cornetta. «Stanno storpiando il volto dei nostri torrenti – protesta – Hanno sottovalutato l’importanza che per noi di Cerredolo e della montagna hanno questi corsi d’acqua, il Dolo e il Dragone. La nostra comunità ha sempre vissuto su questi fiumi: da giugno a settembre il torrente a Pioppeto si popola di appassionati di pesca sportiva e bagnanti. Sì, perché il Dolo qui è pieno di “buche”, così le chiamiamo noi montanari, e di questi tempi, con la crisi che incombe, sono molti quelli che scelgono l’alternativa al mare».

Per il comitato le conseguenze sarebbero devastanti non solo per l’ambiente e le attività della zona, ma probabilmente anche per la sicurezza: «Qui ci sono due, tre frane attive. Come quella sulla quale è stata costruita una delle centrali a Ponte Secchia. Serve una perizia idrogeologica».

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