Reggio «rischia» il suo 118 La centrale sarà a Parma

In Regione si lavora a un piano di razionalizzazione del servizio di emergenza Resteranno in Emilia Romagna soltanto tre punti di coordinamento del soccorso

REGGIO

Rivoluzione nel mondo dell’emergenza. In programma c’è una sostanziale riorganizzazione del servizio, che porterà a ridurre a tre le centrali operative del 118 in Emilia Romagna.

Risultato: Reggio non perderà solo l’ente Provincia - come da disposizione del governo in ambito di spending review - ma anche la propria centrale operativa del 118. In favore di un accorpamento tra centrali, che avrà sede a Parma e che sarà di riferimento di tutta l’area ovest emiliana.

L’indiscrezione circola da mesi, fuori e dentro il Santa Maria Nuova. Con inevitabili ripercussioni sugli umori degli addetti e riflessioni su quelle che saranno le prospettive future, sia dal punto di vista dell’occupazione che per quanto riguarda la gestione dell’emergenza.

Lo stesso assessore regionale alla Sanità, Carlo Lusenti, aveva esplicitato il piano in un video pubblicato sul sito del 118 di Bologna. Un’intenzione che è tutt’altro che una lontana ipotesi: martedì sera sul palco della Festa del Pd di Modena, Lusenti l’ha ribadita.

E c’è chi sostiene che i “lavori” per realizzarla siano piuttosto imminenti.

L’obiettivo della Regione è quello di arrivare ad avere solamente tre centrali, capaci di coprire aree geografiche interprovinciali.

La parola chiave, dunque, è razionalizzazione. Anche della spesa.

La riorganizzazione prevede una sola centrale del 118 per tutta la Romagna; una a servizio dell’area centrale, con sede a Bologna, e a cui faranno riferimento anche Modena e Ferrara; una terza, invece, servirà l’area ovest.

E’ questa quella che interessa Reggio: avrà sede a Parma e coprirà anche il territorio di Piacenza.

La conseguenza diretta, dunque, è la scomparsa di tutte le centrali operative negli altri capoluoghi di provincia, Reggio compresa.

Le parole di Lusenti, del resto, lasciano pochi dubbi.

«Nel dimensionare le centrali operative, guardiamo alle esperienze di riferimento internazionali. New York, per esempio, ha un’unica centrale operativa. La tecnologia oggi consente, con investimenti adeguati e adeguate competenze professionali, di ottenere risultati straordinari». «Quindi - prosegue - il punto d’arrivo organizzativo è disporre di tre centrali operative per tutta la regione. In proposito, è stata di aiuto l’inaugurazione della nuova sede della centrale di Parma e quest’anno si inaugura la nuova sede di Bologna all’ospedale Maggiore, molto dotata tecnologicamente che consentirà di servire un bacino di utenza più ampio».

Con questo piano, l’Emilia Romagna segue quello che sta avvenendo in altre regioni italiane: in Toscana, per esempio, il numero delle centrali operative è passato da 12 a 3. Anche in Lombardia la razionalizzazione ha ridotto sensibilmente il numero delle centrali del 118.

Una novità che fa affidamento, naturalmente, su tecnologie di comunicazione e coordinamento altamente avanzate, che non richiedono la presenza in loco di una postazione. Tuttavia, è facile immaginare che non a tutti farà piacere di vedere delocalizzata a Parma una presenza tanto importante.

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