Hermes Ferrari finisce in carcere

Scandiano: sorpreso da un gruppo numeroso di carabinieri, si ferisce e dà in escandescenza anche al pronto soccorso

SCANDIANO. Hermes Ferrari è stato arrestato e, questa volta, condotto in carcere. Il “re” delle strade di Scandiano – protagonista di tanti episodi che nel corso del tempo hanno reso inquieta la vita della cittadina – di recente era stato avvistato in centro a Scandiano, nonostante il 42enne tecnico manutentore di macchine utensili – ex venditore di lampade abbronzanti e anche buttafuori nei locali – avesse l’obbligo di restare a casa, essendo agli arresti domiciliari dopo l'aggressione del 7 giugno scorso nei confronti di Angelo Santoro, console d’Albania "colpevole" di essere troppo lento sulle strisce pedonali.

Ferrari aveva chiesto il permesso di uscire in determinate circostanze, per motivi di salute e per poter aiutare la madre, ma a Scandiano gli avvistamenti “pubblici” continuavano a tenere in apprensione la cittadinanza.

Di fatto, sabato pomeriggio ad attendere Ferrari c’erano i carabinieri. Non un paio di militari, ma tre gazzelle. Schieramento opportuno, viste le caratteristiche fisiche (body builder) e le propensione a risolvere le cose con modalità non esattamente in linea con i manuali di bon ton. Risultano ormai numerose, infatti, le vicende che lo hanno visto protagonista di episodi molto movimentati, quasi sempre scaturiti da banali divergenze sul “comportamento” stradale. Episodi che hanno determinato un vero e proprio problema di ordine pubblico, al punto da indurre il sindaco Alessio Mammi ad incontrare i vertici dell’Arma provinciale per decidere come affrontare una questione diventata ormai un problema di carattere sociale, oltre che di ordine pubblico.

E infatti anche sabato pomeriggio Hermes Ferrari non si è mostrato del tutto felice alla vista dei carabinieri. Al punto che, per cause da accertare, poco dopo l’uomo è stato condotto al pronto soccorso dell’ospedale di Scandiano. Dove tuttavia il “cinema” non si è arrestato: l’ira dell’ex buttafuori ha creato scompiglio anche al pronto soccorso, e lui stesso ha riportato altre ferite. Il tutto si è concluso con il suo trasferimento in carcere.

Il precedente episodio – quello che ha acceso per davvero i fari su Hermes Ferrari e sui tanti episodi che lo hanno visto protagonista – è quello accaduto il 7 giugno scorso sempre a Scandiano. "Colpevole" di aver attraversato le strisce pedonali troppo lentamente, Angelo Santoro viene aggredito prima verbalmente, con frasi offensive e minacce, poi fisicamente: una botta al collo che porterà ad un referto attestante 30 giorni di prognosi. Santoro, consulente, console emerito della Repubblica d'Albania, già candidato sindaco, conosciuto per varie iniziative a carattere sociale, tra cui una petizione contro il traffico d'organi umani, alle 18 di quel giorno esce dal suo ufficio in viale Mazzini, dove esercita anche la funzione di console, e attraversa la strada, sulle strisce pedonali. Una Mercedes scura lo sfiora e si ferma poco dopo il passaggio pedonale. Il conducente scende, lascia la portiera aperta e aggredisce verbalmente il pedone, invitandolo a camminare più velocemente. Episodio sgradevole che potrebbe chiudersi in pochi istanti. Ma nonostante Santoro dica «non è successo nulla, è una reazione immotivata», non finisce lì. Le urla di Ferrari attirano l'attenzione dei passanti. La situazione degenera e Santoro viene colpito al collo. Numerose le testimonianze.

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