L’affresco restaurato e restituito ai reggiani

Si tratta dell’immagine di San Bernardino posta in un’edicola in via dei Due Gobb. L'appello della Gazzetta raccolto dal Club Il Fornello

REGGIO.

In pochi forse si erano accorti che, all’angolo tra Via dei Due Gobbi e Via San Bernardino, proprio di fianco al negozio Neviani, incastonato in una edicola marmorea, esisteva un affresco, fortemente degradato, in cui era possibile solo vagamente scorgere l’immagine di un santo, identificabile in San Bernardino per la presenza del celebre emblema con le tre lettere I H S.

Prorio la Gazzetta di Reggio, alcuni anni fa, attraverso un articolo accompagnato da fotografie emblematiche aveva denunciato il degrado in cui versava l’affresco. Qualcuno ha fortunatamente raccolto l’appello. Si tratta del club reggiano Il Fornello che, prendendosi a cuore l’edicola abbandonata, si è impegnato per fare “rinascere” e fare conoscere ai reggiani questa testimonianza della storia della città, ormai praticamente illeggibile e che rischiava di scomparire.

E’ nata così l’idea di promuoverne il restauro, in collaborazione con la famiglia Prati Fattori, proprietaria dell’edificio, e con i Musei Civici della città.

Il restauro, realizzato dalla Ditta Marmiroli sotto le cure della Sovrintendenza ai Beni Artistici di Modena e Reggio, ha consentito di identificare completamente l’immagine del famoso Santo, nato a Massa Marittima nel 1380, attivo e ricercatissimo predicatore dell’Ordine francescano, che nel 1442 rifiuta di diventare vescovo di Fermo, Urbino, Siena (il restauro ha fatto riemergere l’immagine delle tre tiare vescovili).

San Bernardino è il patrono dei commercianti e dei comunicatori; a lui infatti si deve l’idea di promuovere il suo messaggio con l’emblema IHS, le prime tre lettere del nome di Gesù in greco, un vero e proprio “logo” diremmo oggi.

Diverse sono le presenze di San Bernardino attestate dalle fonti antiche, a Novellara, a Carpi, a Reggio Emilia dove tra l’aprile e il maggio 1427 tiene un ciclo di quaranta giorni continui di predicazione.

Le fonti ricordano pure l’affresco a lui dedicato in Via de’ Gobbi che allora si chiamava “Contrada della Carità” o dei Frati del Parolo che qui avevano il loro convento

Quetsa mattina alle 11.30 l’affresco sarà presentato ufficialmente alla città alla presenza delle autorità.

Giovedì prossimo invece, alle 17.30, si taerrà ai Musei Civici di Palazzo San Francesco un incontro di illustrazione del progetto di restauro e delle varie fasi che hanno portato all’attuale risultato.

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