Con Opal-Re, gli appalti sono consultabili online

Partenza prettamente istituzionale per la seconda “Festa della legalità” organizzata dalla Provincia, con la firma del Protocollo d'intesa tra Regione e Provincia per l'Osservatorio provinciale sugli...

Partenza prettamente istituzionale per la seconda “Festa della legalità” organizzata dalla Provincia, con la firma del Protocollo d'intesa tra Regione e Provincia per l'Osservatorio provinciale sugli appalti pubblici nel nostro territorio.

Un obiettivo già annunciato a più riprese e un lavoro preparatorio durato tre anni, che da ieri è operativo, anche se per ora gli unici appalti pubblici on line sono quelli dell'amministrazione provinciale. Mancano quelli degli altri enti – le cosiddette stazioni appaltanti – che una volta inseriti consentiranno (con un cartello virtuale di cantiere) di avere un quadro d'insieme non solo degli appalti in corso, ma anche dei subappalti e delle subforniture, per individuare più agevolmente la presenza di aziende in odor di mafia, camorra o ndrangheta.

L'obiettivo di Opal-Re, che è il primo protocollo del genere firmato in Regione, è quello di rendere trasparente ai cittadini (che in tempo reale possono seguire l'andamento dei cantieri e sapere cosa si sta realizzando), ma soprattutto consentire a enti, istituzioni e forze dell'ordine di incrociare i dati e individuare le aziende a rischio.

Di appalti pubblici e della necessità di rendere trasparente questo settore, hanno parlato, anche alla presenza del prefetto Antonella De Miro, il presidente della Provincia Sonia Masini, il sindaco di Quattro Castella Andrea Tagliavini (in rappresentanza dei colleghi reggiani), la curatrice del progetto Angela Ficarelli e l'assessore regionale alle Attività Produttive Gian Carlo Muzzarelli.

Cogliendo le sollecitazioni della Masini e di Tagliavini, che hanno lamentato la mancanza di norme nazionali che offrano agli amministratori strumenti adeguati per combattere le infiltrazioni mafiose negli appalti, Muzzarelli ha annunciato l'impegno ad approvare una legge regionale (come quella in vigore per l'edilizia) anche per i settori logistica, trasporti e facchinaggio. Inoltre, ha aggiunto, occorre attivare rapporti con le banche per avere più informazioni e abbandonare la logica dell'appalto al massimo ribasso. Bisogna anche privilegiare la qualità dei lavori, con un meccanismo che nell'assegnazione, premi la qualità del lavoro per il 70% e il prezzo solo per il 30%. Per l'assessore, vista l'impossibilità per le amministrazioni pubbliche di disporre in tempo reale di una “lista nera” delle aziende sospette, è invece possibile formare una lista delle aziende trasparenti. E quindi assegnare prioritariamente gli appalti pubblici a quelle che accettano il principio della trasparenza e la sottoscrizione di protocolli per il rispetto delle norme, cominciando dall'eliminazione del lavoro nero. (r.f.)