Ex Reggiane, ecco chi investirà nella ricerca

Delrio e Landi: «Siamo in tanti e ci crediamo». Cessione dell’area, a Fantuzzi 35 milioni di euro

REGGIO EMILIA. Ask Industries e Argo Tractors. Ma non solo. Nel gruppo delle imprese pronte a trasferire i propri “cervelli” nell’area delle ex Reggiane ci sono, di fatto, le società legate al Club della meccatronica. Che, a questo punto, da club punta a trasformarsi in network. Ma della partita fa parte anche la LandiRenzo, l’azienda, cioè, che fa capo a Stefano Landi, presidente degli Industriali.

Adesso, dunque, hanno nome e cognome alcune delle imprese che si dicono pronte a investire su quel terreno, realizzando, in coerenza con il disegno dell’amministrazione comunale, importanti opere pubbliche a servizio dell’area stessa e del vicino piazzale Europa. Tutto sotto la regìa di Reggio Emilia Innovazione (Aimone Storchi nuovo presidente) che nell’area porterà la propria sede.

Un pezzo di scommessa vinta per il sindaco Graziano Delrio, che si presenta soddisfatto all’incontro dal titolo “Reggio Hi-Tech: Polo della meccatronica”, andato in scena ieri al centro internazionale Loris Malaguzzi. «C’è una serie di risorse già sul piatto. Oggi ci sono molte notizie, ma la vera novità è che siamo in tanti e ci crediamo». Delrio lo ribadisce: sono pronto a chiedere, oltre al capannone 19 di proprietà di Luciano Fantuzzi (ex proprietario delle Reggiane ora passate alla multinazionale Terex), anche altri capannoni dove far insediare le imprese che si sono fatte avanti. Un disegno che piace anche al presidente degli industriali Stefano Landi che parla chiaro alle aziende presenti: «La conoscenza genera valore», dice, non mancando di elencare tra i centri di attrazione a Reggio anche un nuovo Palasport.

Il progetto dell’Area Nord della città, destinato ad essere l’avanguardia della Reggio del futuro con il Tecnopolo e i centri di ricerca, si lega però a doppio filo all’acquisto dell’area delle ex Officine Reggiane (che Terex non ha acquisito insieme agli asset industriali), con un nodo che ancora non si è sciolto. Si tratta cioè della vendita dell’area su cui insistono i capannoni in cui le imprese dovrebbero insediarsi che risulta ancora di proprietà dell’immobiliare Fantuzzi (indebitato per 60 milioni). Secondo quanto trapelato ieri, la vendita da parte di un gruppo di imprenditori sarebbe dietro l’angolo, ma i conti al momento non sembrano tornare. Il valore potenziale delle risorse che gli investimenti potrebbero generare è infatti stimato dal sindaco in oltre 100 milioni, una cifra di poco lontana da quella chiesta da Fantuzzi (120 milioni). Con i tempi che corrono però, sono in molti a ritenere che se l’imprenditore ricaverà dalla vendita 35 milioni, sarà già oro colato.