"I nostri sentieri rovinati? La colpa non è delle moto"

Quattro Castella: un tesserato della Federazione motociclistica scatta le foto dopo la decisione del Comune di vietare il transito alle due ruote in collina

QUATTRO CASTELLA

Aveva diviso l’opinione pubblica, nelle scorse settimane, la decisione del Comune di Quattro Castella di chiudere, dall’1 dicembre, i sentieri castellesi a quad e moto. Se da una parte gli amanti di una natura da godere in silenzio e a piedi avevano tirato un sospiro di sollievo, dall’altra gli amanti dell’avventura a motore non avevano affatto gradito. Ora è Paolo Comastri, delegato provinciale della Federazione Motociclistica Italiana, a puntare il dito su aspetti della faccenda che, ai loro occhi, appaiono quantomeno contraddittori. Lo fa attraverso alcune fotografie, scattate da un associato alla federazione. «Che ha posto, credo, il dito nella piaga non solo o non tanto per il problema del comune di Quattro Castella, che comunque esiste, ma per l’intero territorio provinciale, dalla fascia pedecollinare all’alto crinale» fa notare.

Le foto mostrano situazioni di abbandono e percorsi segnati dal passaggio di mezzi altri. «Appare evidente che chi le danneggia non siamo noi o perlomeno non solo – scrive il tesserato al delegato – A me è capitato di trovare Geev che girano sui sentieri con fuoristrada Range Rover che pesano oltre 3.000 chili e sentirmi dire che io rovino i sentieri. Il loro passaggio no?».

Ma il timore vero è che il provvedimento di Quattro Castella possa essere copiato anche da altri Comuni collinari. E per gli appassionati del genere diventerebbe dura. «Auspico che questo intervento sia davvero, e soprattutto finalmente, di stimolo non dico a risolvere ma almeno ad affrontare concretamente e con equità di giudizi e provvedimenti questo complesso problema della fruizione del territorio con mezzi fuori strada – sottolinea poi Comastri – Credo altresì che sia anche giunto il momento che qualsiasi cittadino, a cui stiano a cuore sia i doverosi interessi della propria disciplina sportiva praticata sia quelli altrettanto debiti relativi a un corretto e costruttivo senso civico, denunzi, come ha fatto l’associato alla Fmi, le storture, le anomalie, le sperequazioni, gli abusi e non da ultimi tutti quegli scorretti comportamenti che inficiano un costruttivo dialogo tra le parti».

Anche se è difficile credere che punti di vista così diversi, di chi vuole godere delle bellezze delle colline con silenzio e lentezza e di chi, invece, ama il senso di libertà che regala scorrazzare a bordo di mezzi motorizzati nella natura, possano trovare un punto di incontro. (el.pe)