Un esposto alla procura contro l’allevamento suino

Cadelbosco Sopra: presentato dal Comitato “Aria Pulita” e “Amici della Terra” «Alle Fontanelle capi in sovrannumero e scarichi di liquami irregolari»

CADELBOSCO SOPRA

Il comitato “Aria pulita per Cadelbosco”, assistito dallo studio legale Giulio Cesare Bonazzi, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica sulla vicenda dell’allevamento suinicolo “Le Fontanelle” per una serie di presunte inadempienze in materia di sicurezza ambientale. Ieri mattina i membri del comitato hanno fatto il punto della situazione annunciando l’esposto.

Non solo. Lorenza Ferretti responsabile delle guardie zoofile Enpa si è dichiarata pronta ad entrare nell’allevamento, qualora il sindaco Silvana Cavalca, non potendo disporre della polizia municipale per mancanza di organico, dia l’autorizzazione per un sopralluogo “al fine di controllare la situazione igienico-ambientale” in cui vivono i suini.

Alla conferenza erano presenti anche Claudio Giacca, presidente del comitato “Aria pulita per Cadelbosco”, il vicepresidente Pietro Giansoldati, il consigliere provinciale del Pd Marcello Stecco, Stella Borghi dell’associazione “Amici della Terra”, l’avvocato Simona Magnani in rappresentanza dello studio legale Bonazzi.

«Disponiamo, anche grazie alla fattiva collaborazione della Provincia – ha esordito Giacca – di esauriente documentazione riguardante l’azienda agricola “Le Fontanelle”, acquisita a termini di legge, da cui emergono dati eloquenti circa la “frequentazione approssimativa” della legalità da parte dell’azienda medesima: smaltimento illegale di rifiuti, estensione dei terreni non corrispondenti a quanto dichiarato, sversamenti illegali di liquami nei canali adiacenti l’azienda, sparizione di enormi quantitativi di liquami. Ciò che ha obbligato le autorità di vigilanza come Arpa e la Provincia stessa ad effettuare numerose segnalazioni all’autorità giudiziaria competente, la quale ha prontamente emanato decreti penali di condanna a carico del titolare».

Claudio Giacca, documenti alla mano, cita anche il registro di carico e scarico dal 26 giugno 2006 al 27 giugno 2011 dove risultano 155.504 capi entrati e 135.427 capi usciti. Contemporaneamente, sempre al 27 giugno, risultano presenti nell’allevamento 30.077 capi.

«Considerando che la capienza massima dell’allevamento – ha spiegato ancora Giacca – come dichiarato nell’Autorizzazione Integrata Ambientale, rilasciata dalla Provincia, c’è un soprannumero di 16.808 capi. I conti non tornano».

C’è poi la questione legata all’impatto ambientale: «L’acqua dei pozzi risulta inquinata non solo ad una profondità di 20-30 metri ma anche ad una profondità di 40-50 metri da cliformi totali, escherichia coli, enterococchi. I terreni sono talmente saturi di liquami che la stessa Arpa ha chiesto alla Provincia di emanare un divieto di spandimenti non inferiore a 5 anni».

Marcello Stecco, consigliere del Pd che, venerdì ha presentato un’interrogazione urgente al presidente della Provincia Sonia Masini, e il presidente del comitato Claudio Giacca hanno chiesto ed ottenuto un incontro con Iren che ha in animo di realizzare un impianto biogas per il recupero dei liquami a Cadelbosco: «Abbiamo chiesto ai vertici Iren un incontro affinché i cittadini possano partecipare alla progettazione dell’impianto nel rispetto dell’ambiente, delle tradizioni e della storia di questa zona».

Mauro Pinotti