Censimento in città delle barriere architettoniche

Un censimento per individuare gli ostacoli da abbattere a beneficio di chi ha problemi di deambulazione

REGGIO. Non ci sono solo le barriere architettoniche da abbattere, quelle più resistenti sono culturali. A far i conti con una disabilità, fisica o mentale, vissuta come un «freno e un ostacolo» a Reggio sono in tanti. Un vero esercito, di oltre 60mila persone a cui si aggiungono 18 mila invalidi del lavoro riconosciuti dall’Inail. E allora ha ragione Pietro Messori, presidente del coordinamento delle associazioni per disabili, quando afferma che «con il 12% della popolazione mondiale il disabili sono la terza nazione per popolazione». Solo che si vedono, si sentono e pesano poco.

Ad esserne consapevoli per primi sono loro, stanchi, come ha detto il presidente del Comitato paralimpico provinciale Vincenzo Tota di essere considerati «sfigati», da quelli, per così dire, normali. E non basta affermare che la diversità deve essere valorizzata, come accade in ogni occasione ufficiale.

Per farla diventare non un affermazione di principio, ma una realtà, ha riconosciuto l’assessore al Welfare del Comune Matteo Sassi, occorre che Istituzioni e politica si impegnino per abbattere gli ostacoli. Per quelle architettoniche, basterebbe, ha detto ancora Tota, che un edificio sia pensato anche per chi ha un handicap.

Qualcosa si muove negli interventi pubblici, molto meno invece nell’edilizia privata.
Piazza Martiri 7 luglio è stato progettata per farne uno spazio accessibile ai portatori di handicap e la Provincia che ha deciso un censimento sugli immobili di proprietà per abbattere, le barriere architettoniche, come ha detto l’assessore provinciale Marco Fantini. E tra questi molte sono le scuole in cui 1.850 sono gli studenti «diversamente abili», di cui 300 di origine straniera.
Proprio integrazione scolastica, è il tema della «Seconda giornata internazionale delle persone con disabilità» istituita dall’Onu per il 3 dicembre e che vede Comune, Provincia, scuole e associazioni promuovere una serie di iniziative per discutere e ampliare la collaborazione tra i soggetti che affrontano questi problemi. Dalle famiglie, agli operatori, agli insegnanti, agli stessi studenti.

La scuola spesso è il primo passo per una reale integrazione e valorizzazione delle diversità. Ma fianco delle disabilità conclamate, ci sono altri «disagi», come la dislessia e i problemi legati all’apprendimento di cui si occupa il Centro servizi per l’integrazione delle persone disabili, che è un punto di documentazione e di formazione professionale per gli insegnanti che nelle scuole reggiane hanno a che fare con 900 allievi, «un po’ più complicati», ma non meno intelligenti e dotati.