«Silvio mi chiamò e si presentò così: sono io, il sogno»

Nadia Macrì nella sua prima intervista televisiva racconta il suo mondo: Mora, Fede, Berlusconi

REGGIO. «Bella» l'atmosfera a casa del presidente Berlusconi, «bella» la tavola imbastita dal presidente Berlusconi (e «buono buono» tutto quel che si è mangiato dal presidente Berlusconi, «tortelli in brodo» compresi) «belle» le guardie del corpo (testuale: «Almeno quelle!!») del presidente Berlusconi, «bello» ricevere una telefonata dalla viva voce del presidente Berlusconi «mentre ero in camera mia a Reggio», «bello» essere a cena nella villa del presidente Berlusconi. E' stato tutto «bello» per Nadia Macrì.

Talmente «bello» che se anche una fata turchina oggi le si parasse davanti, le facesse il grande favore di concederle un'altra chance e la invitasse a riscrivere finalmente la propria storia, la 28enne reggiana - votata alla prostituzione (pardon: escort) perché «ti viene di natura essere così», ma al contempo madre di un figlio che non vede da anni - non saprebbe proprio cosa cambiare. Oddio però, a pensarci bene, forse qualcosa sì. Ma per deciderlo, deve rimuginare un po' (e ci rimugina sopra davvero un po' troppo: l'imbarazzo intanto monta), poi tentenna («non lo so...») e alla fine rifila due risposte in sequenza. Una sequenza andata in onda ieri su Sky Tg24 - è stata Maria Latella durante il suo consueto appuntamento domenicale a intervistare Nadia in esclusiva - a dire il vero un po' inquietante. La prima risposta: la bella Macrì non si presenterebbe al presidente Berlusconi per quel che è (e cioè una escort), non si confiderebbe più con lui né gli chiederebbe ancora favori personali. No. Piuttosto, si presenterebbe «in modo diverso» e - questa è l'alternativa dichiarata da Nadia - gli direbbe magari di voler «fare qualcosa in tv», tipo «la velina». La Latella ci riprova, e al secondo tentativo la giovane le fa l'eco: «Cosa non rifarei?».

E di getto: «Non parlerei con i pm». La risata fuori luogo (al pari della risposta), e pure un tantino nervosa, le esce di bocca improvvisa: «No, no, sto scherzando - tenta subito di rimediare - l'ho buttata lì così... La domanda era: cosa proprio non rifarei?». Altro silenzio, che pare non finire mai. Poi il responso: «Nulla... Non lo so». Si chiude forse nel peggiore dei modi (e il suo sguardo in forte difficoltà proprio sul finale lo testimonia) il debutto televisivo di una ragazza che - zero gioielli e abito blu generoso ma discreto - fino a qualche settimana fa era sconosciuta ai più (al massimo la conosceva solo chi doveva conoscerla), e che tutto a un tratto si è ritrovata catapultata in una storia molto più grande di lei dopo aver rilasciato una deposizione mirata davanti ai magistrati: una deposizione con cui oggi ha allargato lo scandalo «bunga bunga» di Silvio Berlusconi.

Racconta gli esordi, Nadia Macrì (ma gli avvocati reggiani che la assistono nella vicenda giudiziaria, Domenico Noris Bucchi ed Enrico Della Capanna, dicono di non saper nulla di questa sortita in tv): «A Milano la sera andavamo in giro da sole. Io avevo una Mercedes classe A. Era bello fare queste cose. Poi una sera a un semaforo incontro un ragazzo, il responsabile delle guardie di Lele Mora, che mi chiede se voglio guadagnare un po' di soldi». Quanti soldi? I famosi «cinquemila euro a notte» che un cliente danaroso è disposto a sborsare (e lei a intascare). Chi è il cliente? «E' il presidente», le sussurra il giovane. Ma lei: «Non ci credo». E invece, stando a quel che dice dopo, il cliente finale «è proprio lui». Nadia continua a parlare, sorride troppo e quasi ride proprio quando non dovrebbe. E racconta di aver incontrato Emilio Fede negli studi del Tg4: lei era l'unica italiana in mezzo a un gruppetto di russe e brasiliane. Ma poi, siccome le brasiliane spariscono, deduce che Fede fa da «selezionatore». C'era anche lui la prima volta ad Arcore, quando «non è successo niente perché quella era solo una presentazione». Poi c'è stata la seconda volta, quando il presidente in persona l'ha chiamata per convocarla. E ride ancora: «Quando ho risposto mi ha detto: "sono il sogno che gli italiani vorrebbero in questo momento".

E io: "ma chi è?". E lui: "sono il presidente!". Soddisfazioni. Dopo Arcore bis («c'era una sorta di coordinatrice di noi ragazze, una giovane alta, bella e bionda che credo sia famosa perché lavora in tv. Ma non ricordo il suo nome né la trasmissione in cui interviene»), è la volta della trasferta su comando in Sardegna: «Dopo il volo, ho preso un taxi già prenotato per Villa Certosa. Ai cancelli c'erano i carabinieri, ma nessuno mi ha fermata o chiesto i documenti. Lì c'erano anche notai, avvocati e imprenditori». Ed è qui che Nadia manifesta i suoi unici dubbi: nota attorno a sé ragazze «giovanissime».

Talmente giovani che, dopo un rapido parallelo con Noemi Letizia, arriva ad affermare: «Ho pensato che allora è vero, che sono minorenni anche tutte quelle che ho visto lì». Latella la blocca. Le ricorda che non ha prove per affermarlo. Nadia si limita a una smorfia. Minorenni a parte, tutto il resto era talmente «bello» che val la pena continuare a ridere.

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