Morì a 5 mesi, chiusa l'inchiesta

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GUALTIERI. Si sta per trasferire in un'aula di tribunale la delicata vicenda legata alla morte della piccola Anita Riva, deceduta a cinque mesi dal parto avvenuto il 13 aprile 2008 all'ospedale Santa Maria di Reggio. Il sostituto procuratore Maria Rita Pantani ha chiuso l'inchiesta, ritenendo accusati di omicidio colposo due ginecologi, un'ostetrica e un'anestesista.
Alla luce dell'esito della perizia - discussa in giugno - la procura ha invece ritenuto di non procedere nei confronti dell'ostetrica Raffaella Gualerzi, non più in servizio quando la situazione sarebbe precipitata in sala-travaglio: sarà chiesta l'archiviazione.
Quindi rimangono indagati i ginecologi Francesca Iannotti e Gino Ciarlini, l'ostetrica Maria Chiara Faccia e l'anestesista Barbara Clima.
«Svolgeremo le difese più opportune - si limita a dire l'avvocato Franco Mazza che assiste i quattro indagati, di cui tre insieme con il collega Romano Corsi ed uno con il legale Benito Spaccapelo - quando con ogni probabilità saremo chiamati davanti al gup per il provvedimento di richiesta di rinvio a giudizio pressoché annunciato dal pm Pantani». Il collegio difensivo lascerà passare, perciò, il periodo di venti giorni per le contromosse degli indagati (previsto per legge), preferendo avviare la battaglia legale (con l'ausilio di propri consulenti) nell'udienza preliminare. L'avvocato Roberto Sutich - che tutela la famiglia Riva - si era già espresso sulla complessa vicenda tre mesi fa, all'uscita dall'aula in cui si era appena conclusa l'illustrazione della perizia da parte dei tre esperti (il medico legale Luca Pieraccini, il ginecologo Maurizio Mauloni e il pediatra Fabrizio De Maria) nominati dal giudice. «Si ravvede con chiarezza - aveva commentato - la responsabilità di alcuni indagati. Il professor Mauloni, un luminare con anni d'esperienza, ha dichiarato che, quando si ravvede una sofferenza o un'anomalia come accaduto durante il travaglio della mia assistita (la 40enne Anna Macaluso, ndr), bisogna intervenire con un cesareo in tempi brevissimi: 3-4 minuti. E il tempo massimo consentito è di 30 minuti. Qui, invece, il cesareo venne praticato dopo ben cinque ore...». Nel settembre 2008 moriva la piccola Anita («Era nata quasi morta - sostengono da sempre i genitori - con gravissimi problemi cerebrali: era vissuta 5 mesi perché era una bimba sana») e la famiglia, con un esposto, aveva ben presto chiesto accertamenti alla procura su quanto accaduto al Santa Maria. Straziante il racconto della madre nella conferenza-stampa allestita - più di un anno fa - nello studio legale Sutich dopo che la notizia dell'inchiesta era stata svelata dalla Gazzetta. Insieme al compagno (Filippo Riva) aveva ripercorso i punti-chiave di questa triste storia: i controlli scrupolosi effetuati durante la gravidanza («Ogni monitoraggio diceva che la bimba era perfetta») e la serenità tramutatasi in dramma all'entrata a mezzanotte in sala travaglio. «Tardiva la decisione di procedere con il taglio cesareo - aveva rimarcato la mamma Anna - mi ero documentata sul parto, capivo quello che stava accadendo».