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Un tavolo di interventoper i casi di emergenza

La Provincia ha creato un tavolo di crisi per fronteggiare la grave situazione economica contingente. Alla prima riunione hanno partecipato i rappresentanti di quasi tutti i comuni, delle associazioni di categoria e della Camera di commercio. Sono state avanzate proposte concrete per venire incontro alle situazioni più gravi e per tenere monitorata una crisi che, dopo l'annuncio della chiusura dell'Iris non sembra avere fondo.

Si è insediata in Provincia l'Unità anticrisi. Unisce enti locali, mondo economico-produttivo e sindacati per promuovere una serie di interventi in grado di sostenere lavoratori, famiglie ed aziende. Prima riunione, nella Sala del Consiglio provinciale, per il Tavolo anticrisi convocato dalla presidente della Provincia, Sonia Masini, d'intesa con Camera di Commercio, Sindacati, Comuni e Tai. Una sorta di Unità di crisi di cui fanno parte Camera di commercio, Comuni, associazioni di categoria ...

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Si è insediata in Provincia l'Unità anticrisi. Unisce enti locali, mondo economico-produttivo e sindacati per promuovere una serie di interventi in grado di sostenere lavoratori, famiglie ed aziende. Prima riunione, nella Sala del Consiglio provinciale, per il Tavolo anticrisi convocato dalla presidente della Provincia, Sonia Masini, d'intesa con Camera di Commercio, Sindacati, Comuni e Tai. Una sorta di Unità di crisi di cui fanno parte Camera di commercio, Comuni, associazioni di categoria e sindacati, oltre ovviamente alla Provincia alla quale - nelle scorse settimane - da più parti era stato chiesto di assumere un ruolo di coordinamento con riferimento alle misure da attuare in risposta alla crisi socio-economica in atto. Alla riunione di ieri erano presenti rappresentanti di Camera di commercio, Assindustria, Legacoop, Confcooperative, Cna, Api, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato-Federimpresa, Cia, Confagricoltura, Coldiretti, Gal, Apima, Cgil, Cisl e Uil, nonché dei Comuni di Reggio Emilia, Carpineti, Sant'Ilario, Campagnola Emilia, Collagna, Fabbrico, Guastalla, Toano, Poviglio, Rubiera, Casalgrande, San Polo, Montecchio, Novellara, Scandiano, Quattro Castella, Castellarano.

«Dobbiamo assolutamente evitare una frammentazione degli interventi, ma elaborare tutti insieme una rete di provvedimenti che, lontano da ogni logica assistenzialista, siano in grado di sostenere il più possibile i lavoratori e le famiglie in difficoltà e si sostenere l'imprenditoria esistente, ma anche di incoraggiare nuove idee e nuove attività imprenditoriali specie da parte dei giovani» ha detto la presidente Sonia Masini, sottolineando come la Provincia già da questo autunno sia stata impegnata nel fronteggiare diverse crisi aziendali. «E' indispensabile unire gli sforzi ed elaborare più fasi di intervento. Innanzitutto, per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, occorrerà garantire ai lavoratori di non perdere lo stipendio e, se possibile, l'occupazione, sollecitando Governo e Regione a intervenire per quanto di loro competenza. Poi dovremo puntare su possibili riconversioni, nuovi percorsi formativi e sviluppo di nuove imprese, articolando insieme soprattutto ai sindacati proposte in ogni parte del territorio», ha aggiunto la presidente della Provincia.

Nel corso dell'incontro sono intervenuti anche il segretario della Cgil Mirto Bassoli per il quale «è importantissimo, anche a seguito della vicenda Iris, che si raggiunga un accordo con le imprese in modo tale che non ci siano licenziamenti collettivi senza prima aver attivato una serie di misure di sostegno grazie anche al fondo degli enti pubblici, come è stato fatto con Tecnogas, così come è fondamentale istituire un dialogo con le banche affinché esse non sottraggano il proprio sostegno alle imprese». Sulla necessità di «un rafforzamento di Confidi e dell'incremento della percentuale di garanzia, nonché del rifinanziamento del fondo di garanzia per le Pmi, magari attraverso il Fondo sociale europeo, il Fondo Aree sottoutilizzate o il coinvolgimento delle fondazioni bancarie» ha insistito anche il presidente di Assindustria Gianni Borghi, mentre il presidente di Legacoop Ildo Cigarini ha esortato «non solo a ridistribuire il reddito, ma a produrlo, perché la situazione è grave e dobbiamo agire sulle emergenze, ma al contempo lavorare per lo sviluppo e unirci nel chiedere al Governo di concedere una deroga al patto di stabilità», un punto sul quale hanno insistito anche il sindaco di Quattro Castella Cesare Beggi e l'assessore alle Attività produttive del Comune di Reggio, Mimmo Spadoni, che ha ricordato l'impegno in tale direzione del proprio ente.

«La creazione di un Osservatorio economico permanente» è stato invece sollecitato dal neopresidente della Camera di commercio, Enrico Bini, che ha anche ricordato come l'ente camerale abbia già messo a disposizione a vario titolo fondi per ben 2,5 milioni di euro, che saranno probabilmente integrati a metà marzo con 1 milione e 200.000 rivolti a sostenere innovazione ed export. Le difficoltà dei «lavoratori autonomi che non possono fare affidamento sugli ammortizzatori sociali» e di «molte imprese agricole che stanno per chiudere» sono stati invece evidenziate dal direttore della Confcommercio Pier Paolo Occhiali e dal presidente della Confagricoltori, Ivan Bertolini, mentre Giorgio Dallari della Cna ha invitato «Provincia, Comune e Camera di commercio a mantenersi unite sul tema della crisi perché diversamente non sarebbe possibile raggiungere gli obiettivi sperati». L'Unità di crisi tornerà a riunirsi tra una ventina di giorni: nel frattempo si unirà un Tavolo operativo che provvederà a elaborare e formulare le prime proposte concrete che dovrebbero essere in grado di attivare interventi immediati.