Cronaca dell’eutanasia di un corso di laurea

 Quando si è presentato alla città ha subito tranquillizzato tutti. Sulla volontà di coinvolgere gli enti locali nel potenziamento della sede reggiana dell’Ateneo. Ma le notizie che giungono da Modena e cadono come la grandine su Reggio, dicono il contrario. Il rettore dell’università di Modena e Reggio Aldo Tomasi sembra infatti deciso a smantellare il corso di laurea in scienze dell’amministrazione, anche se le sue ultime mosse sembrano delineare una sorta di eutanasia per il corso stesso.
 A suonare l’allarme è stato, per primo, a metà dicembre il portavoce di «Città Attiva», Uris Cantarelli. Subito dopo, il rettore aveva dovuto tranquillizzare un po’ tutti a Reggio: dal sindaco alla presidente della Provincia, entrambi colti di sorpresa da queste voci. «Non è vero - aveva in pratica detto a tutti Tomasi - io semmai voglio potenziare la sede reggiana». Perché non credergli? Dopotutto il nuovo rettore aveva da poco promesso che l’inviso progetto del predecessore Pellacani di portare a Reggio - come quarta facoltà - un corso di scienze politiche, era stato messo nel cassetto.
 Poi, però, il piano di Tomasi è andato avanti, al punto da allarmare docenti e studenti di quel corso di laurea, scienze dell’amministrazione, che invece servirebbe al rettore per riorganizzare (e redistribuire) il corpo docenti in altre facoltà.
 In che modo Tomasi starebbe smantellando il corso di laurea che ha sede a Reggio? Lo spiega bene una lettera spedita dallo stesso rettore ai componenti della commissione che ha il compito di presentare alla prossima riunione del senato accademico una proposta di riforma del corso stesso.
 «La commissione - scrive il rettore - dovrà motivare la scelta di un corso di laurea triennale o biennale, fermo restando che il Senato accademico ha raccomandato che la proposta verta su un corso di laurea magistrale, coordinato con le facoltà giuridiche ed economiche». Tradotto: il corso intero (ovvero laurea triennale più biennio) potete scordarvelo, al massimo potete scegliere, tenendo conto però che il Senato opta per una laurea magistrale. Equivale a dire: a Reggio resta solo il biennio. Ma tenere il biennio senza il triennio - dicono gli addetti ai lavori - equivarrebbe alla morte lenta del corso di laurea. Una sorta di eutanasia, insomma. E la ratio di questa operazione? Da un lato, l’intento di Tomasi è quello di garantire la sopravvivenza di alcuni corsi di laurea che oggi non avrebbero i docenti sufficienti.
 Dall’altra c’è chi individua nelle mosse del nuovo rettore la logica conseguenza della campagna elettorale che ha portato Tomasi a succedere a Pellacani: gran parte dei voti andati all’ex preside di Medicina sono arrivati in blocco dalle facoltà di giurisprudenza e di economia. Che assieme alla facoltà di scienze della comunicazione (a detta di molti «il grande malato» della sede reggiana) gestiranno quel che resta del corso di laurea in scienze della amministrazione.