Consegnate le chiavi della città al «professore»

Scandiano, calorosa cerimonia per la cittadinanza onoraria a Romano Prodi

SCANDIANO. Tanto pubblico e tanto affetto per il «professore». Una folla ha sfidato pioggia e freddo ed ha riempito il salone d’onore della Rocca dei Boiardo per assistere alla cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria a Romano Prodi. Tanti scandianesi e tanti amici personali, oltre alle autorità, che hanno così voluto rendere omaggio a un grande personaggio che, dopo oltre sessant’anni, è tornato ad essere cittadino di Scandiano. Un’onorificenza consegnata «per gli alti meriti conseguiti nel campo scientifico quale studioso e docente di economia; per le importanti cariche ricoperte nelle istituzioni italiane ed europee; nonché per il profondo vincolo familiare e personale di appartenenza alla nostra città ed al nostro territorio».

 Come recita la delibera approvata dal consiglio comunale. Ma anche un riconoscimento, lo ha ricordato il sindaco, Angelo Giovannetti, per «l’affetto e la vicinanza dimostrati da sempre nei confronti della città, sia attraverso la partecipazione diretta a numerosi eventi, sia come personale impegno garantito per la realizzazione di tanti importanti progetti».
 Prodi è tornato nella Rocca dei Boiardo a distanza di un anno dalla cerimonia quando, come presidente del consiglio, aveva consegnato l’antico castello alla cittadinanza grazie a modifiche normative introdotte nella Finanziaria 2007. Un risultato che ha visto la concessione cinquantennale della Rocca al Comune, che ha avviato un importante lavoro di restauro e recupero.

 Salito sul palco del salone d’onore, Romano Prodi ha trovato al suo fianco una cara amica, la senatrice Rita Levi Montalcini anche lei cittadina onoraria di Scandiano dal 1995. E proprio la senatrice ha commosso tutti con un sentito saluto a Romano Prodi nel quale ha voluto sottolineare «come l’Italia abbia momentaneamente perso un uomo eccezionale, ma che in questo mondo non tutte le perdite sono negative. A guadagnarci sarà un intero continente, l’Africa, per il quale Prodi si sta impegnando e sta lavorando».

 E Prodi nel suo intervento ha voluto lanciare un messaggio di speranza ai giovani: «Nessuna paura nel guardare avanti, ci vuole fiducia proprio come quella che abbiamo avuto noi nel dopoguerra quando la vita era dura ma abbiamo costruito un Paese nuovo». Poi abbracci e la consegna al professore la pergamena e le chiavi della città.