Sabbia e abusi, si scava fra le carte sequestrate

Cinque indagati. Cosa dice il rapporto della Forestale Il sostituto Chiesi: «L’indagine è appena agli inizi»

GUALTIERI. La documentazione riguardante l’operazione «Isola felice» avviata dal Corpo Forestale dello Stato per escavazioni di sabbia ritenute illegali in un’area golenale del Po, non è ancora arrivata sulla scrivania del sostituto procuratore Isabella Chiesi che coordina l’inchiesta: «Per il momento sono state fatte delle perquisizioni - precisa - e tutto il materiale acquisito è ancora nella sede della Forestale e ritengo che ora ci dovrà anche essere un riesame dell’intera documentazione». Si prevedono dunque tempi giudiziari di mesi prima di un eventuale rinvio a giudizio.
«Poi - prosegue il sostituto procuratore - bisognerà vedere se si conferma l’ipotesi di reato così come è stata prospettata e ovviamente bisognerà poi ascoltare i soggetti coinvolti».
GLI INDAGATI. Sono cinque: due soci della ditta Bacchi spa di Boretto, il direttore del cantiere della stessa ditta, il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Gualtieri (nella qualità di direttore dei lavori, perchè l’intervento in golena è un progetto comunale di recupero ambientale dell’Isola degli Internati) indagati per furto aggravato ai danni dello Stato (perchè si tratta di un’area demaniale).
Inoltre, una società mantovana di Sermide, è indagata per falso ideologico, perchè secondo la Forestale «ha realizzato rilievi sullo stato di avanzamento dei lavori non veritieri, consentendo di fatto alla Bacchi spa di estrarre un quantitativo di sabbia superiore a quello autorizzato».
GLI ACCERTAMENTI. «Al momento - prosegue il sostituto Chiesi - siamo all’inizio dell’indagine, anche se il fascicolo sul caso è aperto già da tempo sulla base di altri accertamenti compiuti sempre dalla Forestale. Però si è ritenuto di acquisire ulteriore documentazione, anche perchè non vi era stata disponibilità di altro materiale richiesto sempre dalla Forestale alla ditta Bacchi».
TROPPA SABBIA. Nel comunicato ufficiale la Forestale sostiene che nell’area golenale di proprietà demaniale Isola degli Internati, la ditta Bacchi aveva ottenuto dal Comune di Gualtieri l’autorizzazione ad un prelievo extra di sabbia pari a 1.016.370 metri cubi da destinare «all’adeguamento dei corpi arginali del Po e del Crostolo». Ma da accertamenti fatti dai forestali di Gualtieri «sui dati gps delle motonavi usate dalla ditta Bacchi per l’escavazione e il trasporto del materiale in questione, forniti dall’Arni di Boretto», i quantitativi di sabbia scavati e trasportati in realtà sarebbero stati molti di più: 1.800.000 metri cubi.
REGISTRI RUBATI. Durante gli accertamenti della Forestale, «il direttore del cantiere, dipendente della Bacchi, ha presentato la denuncia di furto dei registri di carico e scarico delle motonavi usate, consentendo di fatto una ricostruzione parziale dei quantitativi di sabbia asportati dalla’rea golenale di proprietà demaniale. Ma, grazie alla collaborazione di un dipendente della Bacchi» i forestali di Gualtieri hanno «ritrovato i registri» che adesso «saranno accuratamente visionati al fine di ricostruire il quantitativo di sabbia scavato. Dalle indagini in corso - afferma sempre la Forestale - è apparsa evidente la responsabilità in particolare di due soci della Bacchi spa piuttosto che dell’amministratore unico».