«Signor presidente, prendiamo troppo poco»

Un giovane dipendente della Smeg ieri a Bologna ha «sgridato» Prodi

«Signor presidente, sono un operaio, prendiamo troppo poco: non ce la facciamo ad arrivare a fine mese».
Così un giovane operaio della Smeg di Guastalla, forse approfittando della giornata di festa, ha deciso di recarsi a Bologna e di aspettare il presidente del Consiglio, Romano Prodi, sotto la sua abitazione, per lamentarsi con lui della situazione salariale ormai insostenibile per molti italiani.
Il breve, ma tutto sommato cordiale, scambio di battute è avvenuto ieri pomeriggio, quando Prodi è tornato a casa dopo avere fatto visita - al cimitero di San Ruffino di Scandiano - alla tomba dei genitori. Poco dopo mezzogiorno, Prodi e la moglie Flavia, erano arrivati a San Ruffino ed hanno raggiunto a piedi il piccolo cimitero sostando qualche minuto in raccoglimento. Poi, all'uscita, è stato salutato da alcune persone che lo hanno incoraggiato dicendogli «Tieni duro».
«Ci vuole una pazienza certosina - ha replicato il presidente del Consiglio - ma io vado avanti. Forse perché sono anche un po' incosciente».
Poi è salito in auto ed è tornato a Bologna dove ad attendenderlo c'era, appunto, un giovane guastallese.
«Presidente, prendiamo troppo poco» - ha detto il giovane operaio a Prodi che ha annuito: «E' vero, c'è stata una perdita del potere di acquisto degli operai negli ultimi dieci anni molto forte - ha detto il presidente Prodi - adesso abbiamo cominciato a correggerla un po', ma ci vuole tempo».
«Lei lo sa, è durissima - ha insistito il giovane - io prendo 1200 euro al mese ma per andare a pari ce ne vorrebbero almeno 1800».
«Penso proprio di sì - gli ha risposto Prodi - E' un problema che già da un anno avevo rilevato, non solo tra gli operai di basso livello, ma anche tra i tecnici e gli operai specializzati».
Il giovane ha quindi spiegato a Prodi: «Io sono specializzato, lavoro a Guastalla».
«Alla Smeg?» - ha chiesto Prodi, ricevendone la conferma dal giovane. Poi gli ha stretto la mano dicendogli «Auguroni».
Dai componenti della Rsu dell'azienda guastallese, comunque, nessuno è a conoscenza del gesto del giovane operaio: «Se prende 1200 euro deve essere un operaio di 3º o 4º livello. Ma bisogna dire - dice Adelmo Candolo - che alla Smeg i salari sono mediamente un po' più alti che in altre aziende metalmeccaniche. Certo il problema non si risolve accontendandosi di 40 o 50 euro in più al mese. Occorre ridurre il carico fiscale sui salari e recuperare il potere d'acquisto». (f.d.)