Covid, in Senato oltre 100 emendamenti al Green Pass: l’esame slitta a domani

Nessuno è stato presentato dalla Lega. Ci sono anche 31 ordini del giorno

ROMA. È slittato a domani mattina alle 9,30 l'avvio dell'esame da parte dell'Aula del Senato del decreto legge sul Green Pass, approvato giovedì scorso dalla Camera. L'esame era in calendario per oggi pomeriggio. Lo slittamento è dovuto al fatto che la commissione Affari Costituzionali ha iniziato oggi l'esame del provvedimento su cui sono stati presentati 103 emendamenti. Il decreto legge deve essere convertito in legge entro il 21 settembre.

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Degli emendamenti nessuno è stato presentato dalla Lega, mentre da parte dei gruppi di maggioranza se ne registrano 3 da Fi. Lo riferisce il relatore Sandro Ruotolo. Le altre proposte di modifica sono state depositati da FdI (42) e da L'Alternativa c'è (58). Ci sono anche 31 ordini del giorno, di cui 2 di Fi, 15 di Fdi, 12 della Lega, 1 di M5s e 1 del gruppo misto. La commissione inizierà l'esame e il voto degli emendamenti alle 16.

Ecco gli argomenti degli emendamenti presentati dai senatori Crucioli, Granato, Angrisani e Corrado: no alle limitazioni previste dal green pass per i minori di 18 anni, test salivari antigenici rapidi per ottenere il Green Pass, per i maggiorenni tamponi gratis fino a un massimo di 20 l'anno. In ambito scolastico e universitario Green Pass con tamponi valido per 5 giorni invece dei due attuali. Ancora: abrogazione delle sanzioni a carico dei gestori di luoghi e servizi per carenze delle verifiche del Green Pass, certificazione verde della durata di tre mesi dal medico curante dopo un test sierologico che provi l'esistenza di fattori controindicanti o a rischio per il vaccino. Con la guarigione dalla malattia Green pass valido 12 mesi e nessun vaccino richiesto.


«Alternativa c’è» chiede anche che il certificato verde sia acquisibile anche con test salivari rapidi e comunque nessun vaccino richiesto a chi ha già un'adeguata protezione anticorpale. E infine - conclude il comunicato - Green Pass abolito in zona bianca per fiere, congressi, concorsi pubblici, palestre, centri benessere, musei, mostre e zone di cultura che hanno già un numero massimo stabilito di ingressi, e soprattutto servizi di ristorazione al chiuso.

La Lega non presenterà invece emendamenti al decreto, ma solo gli ordini del giorno già approvati dall'Aula della Camera. È quanto si apprende da fonti parlamentari del partito.

(fonte: La Stampa)