Pd, stop ai licenziamenti selettivi fino al 30 settembre con la proroga della cassa Covid

L'emendamento è stato depositato in Commissione Bilancio della Camera. La proposta è di 13 settimane di cig in più per i settori in crisi

ROMA. Tredici settimane di cassa Covid aggiuntiva, dal primo luglio a fine settembre, per le imprese che sottoscrivono un apposito accordo con le organizzazioni sindacali e che appartengono ai settori ancora in crisi, individuati con decreto ministeriale dei ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, con contemporaneo blocco delle procedure di licenziamento.

E' questa la proposta principale su cui punta il Pd per modificare il decreto Sostegni-bis e prolungare selettivamente lo stop ai licenziamenti. L'emendamento è stato depositato in Commissione Bilancio della Camera.

«E' costituzionale» l'ipotesi di mantenere il blocco dei licenziamenti solo per determinati settori e comparti, il cosiddetto 'blocco selettivo' che anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando ritiene una strada «possibile». E' il parere che esprime il costituzionalista e deputato dem Stefano Ceccanti che aggiunge che le scelte «devono essere scelte ragionevoli e motivate: siccome è ragionevole trattare diversamente situazioni diverse, se emergono dei comparti dove c'è una particolare difficoltà allora è ragionevole bloccare solo quei comparti». «L'uguaglianza - prosegue Ceccanti nel suo ragionamento - non vuol dire che devi trattare tutti per forza allo stesso modo, dipende dalla ragionevolezza delle situazioni differenziate. In base a dati oggettivi. Poi le scelte possono essere soggette a uno scrutinio di ragionevolezza, però di per sè non è irragionevole prevedere uno sblocco selettivo».

Dunque il governo ha discrezionalità nell'intervenire con modulazioni sul blocco dei licenziamenti? «E' una scelta politica: se ci sono comparti in particolare difficoltà che richiedono una particolare tutela a differenza di altri, e che magari possono ripartire dopo un po', allora questo ha una sua ragionevolezza. Non è che bisogna fare le cose o per tutti o per nessuno, ci possono essere trattamenti differenziati sulla base di una scelta politica ragionevole». In conclusione ci possono essere delle gradualità, delle inclusioni o delle esclusioni in base al parametro della ragionevolezza? «Esattamente, e questo punto di vista è abbastanza pacifico tra i costituzionalisti pur nelle loro differenze». 

(fonte: La Stampa)