Cts: “Misure più dure con le scuole chiuse”

Impedire ai ragazzi di frequentare le lezioni ma permettere loro di ritrovarsi nei luoghi della movida, significa non aver compreso la gravità della situazione

La strada migliore resta sempre il lockdown. Per il Cts, dunque, la ricetta migliore sarebbe quella «alla Ricciardi»: alla stregua di quella del marzo scorso. Ma c’è chi, fuori dal Comitato tecnico scientifico, sostiene che si tratti di una medicina che salva dalla malattia ma uccide il paziente. E allora bisogna ricorrere a un'altra soluzione. Quella, appunto, della zona rossa automatica al superamento della soglia. Non solo. Alla luce dell'attuale diffusione del contagio, lo stesso Cts, che molto si è speso nei mesi scorsi per mantenere la scuola aperta, avrebbe rilevato che ad oggi sospendere le lezioni in presenza è l'unica strada possibile. Questo perché poco o nulla sarebbe stato fatto in questi mesi in termini di tracciabilità e di identificazione dei cluster scolastici. Ma chiudere la scuola ha un senso solo se si sospendono anche le altre attività. Impedire ai ragazzi di frequentare le lezioni ma permettere loro di ritrovarsi nei centri commerciali, o nei luoghi della movida, significa non aver compreso la gravità della situazione. 

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L'attuale situazione pandemica in Italia, insomma, richiederebbe subito un lockdown duro. In alternativa, l'unico compromesso possibile è quello di una zona rossa automatica nel momento esatto in cui si supera la soglia dei 250 contagi per 100mila abitanti.

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Il limite dei 250 casi compare nel dpcm che entra in vigore oggi, ma rimette ai governatori la possibilità di decidere se attuare o meno la zona rossa. Per il Cts il cambio di colore non dovrebbe, invece, essere facoltativo.

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(fonte: La Stampa)