Coronavirus, oggi il nuovo Dpcm: scuole chiuse in zona rossa, nelle altre la scelta è dei governatori

Durante il vertice è emersa preoccupazione soprattutto per l'altissima contagiosità, in particolar modo della variante brasiliana. Meloni e Salvini: bisogna smettere di scavalcare il Parlamento

Confermata la chiusura delle scuole nelle zone rosse mentre nelle zone arancioni e gialle saranno i presidenti di regione ad avere la facoltà di chiudere quando si raggiungono i 250 casi positivi ogni 100mila abitanti. È quanto emerge dal vertice della cabina di regia a palazzo Chigi, dove dalle 12 il governo sta incontrando gli enti locali e le regioni. Al video-incontro per l'esecutivo sono presenti i ministri Gelmini, Bianchi e Speranza. Partecipano anche il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, è il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro. Sembra dunque prevalere la linea avanzata da diversi governatori, il veneto Luca Zaia in testa, per allargare la stretta anche in altre zone a rischio, non circoscrivendola alle solo aree rosse.

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Il Dpcm entrerà in vigore dal 7 marzo. Durante il vertice - riferiscono più partecipanti - è stato richiesto il parere del Cts sulle varianti. Ed è emersa preoccupazione soprattutto per l'altissima contagiosità, in particolar modo della variante brasiliana. 

Il premier Mario Draghi non terrà nessuna conferenza stampa in merito: Palazzo Chigi, a quanto si apprende, si limiterà a diffondere una nota sulle misure anti-Covid adottate. È la prima volta che l'adozione di un nuovo Dpcm non viene accompagnata da una conferenza stampa del presidente del Consiglio.

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Perplessità dalla destra anche per la modalità con cui i nuovi provvedimenti verranno adottati: "I tempi per fare un decreto legge c'erano, io non capisco perché scavalcare il Parlamento" con un Dpcm. "Per quanto sia tragica è la nostra normalità", ha detto a L'aria che tira su La7 Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia. E il segretario della Lega, Matteo Salvini, ospite di Non stop news su Rtl 102.5 ha aggiunto: "Il rispetto della norma e della Costituzione deve tornare a prevalere, quindi che sia l'ultimo Dpcm e poi si passi ai decreti approvati dal Presidente della Repubblica e dal Parlamento".

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(fonte: La Stampa)