Gaza, donna incinta e 4 figli morti durante un bombardamento. Israele ora prepara l’invasione da terra

L’aviazione e l’artiglieria israeliana continuano a colpire: demolito il quartier generale di Hamas. Rivolta nelle città arabo-israeliane: un ferito grave, 374 arresti, mobilitate dieci compagnie

DALL’INVIATO A BEIRUT. Raid e bombardamenti proseguono senza sosta, mentre Israele ammassa le truppe al confine con Gaza e richiama altri riservisti: i piani per un ingresso via terra nella Striscia, ha fatto sapere oggi l'esercito, sono pronti. La guerra con Hamas - mentre continuano i raid e il lancio di razzi su Tel Aviv e vicino agli aeroporti israeliani - rischia così di scivolare in uno scontro diretto sul campo e stasera si aggrava di un altro dramma: un'intera famiglia, compresi quattro bambini e la madre incinta, è rimasta uccisa in un pesante bombardamento israeliano nella zona di Sheikh Zayed, nel nord di Gaza, che ha provocato almeno 11 morti e 50 feriti, secondo la ricostruzione dell'agenzia palestinese Wafa. Fonti locali aggiungono che l'artiglieria israeliana ha in seguito colpito un quartiere composto da alti condomini e in questa seconda fase si sono avute altre vittime, mentre centinaia di abitanti si sono dati alla fuga.

L’aviazione israeliana ha continuato a colpire obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza, e poco prima dell’alba ha demolito numerosi edifici. Le forze armate si preparano però anche a una possibile invasione di terra, la prima dal 2014. Il capo di Stato maggiore, generale Aviv Kohavi presenterà i piani questo pomeriggio ai vertici politici, il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Benny Gantz. La pianificazione è affidata alla Divisione Gaza e al comando meridionale dell’esercito. 

I raid nella notte hanno preso di mira una serie di palazzi a Gaza e sobborghi, dove l’Intelligence ha individuato centri strategici di Hamas. E’ stata distrutta la sede della banca centrale, dove vengono custoditi i dollari in arrivo dal Qatar, la casa di un alto comandante e un palazzo che ospitava il quartier generale dei Servizi di sicurezza del gruppo islamista. L’obiettivo è paralizzare la funzionalità del braccio armato, specie quello missilistico. Finora i gruppi militanti hanno lanciato 1500 razzi. Le vittime israeliane sono sette, compreso un bambino di cinque anni, quelle palestinesi 67, inclusi 14 minori. 

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Sul fronte interno è intervenuto Netanyahu, a tarda notte. Ha annunciato l’invio dell’esercito, oltre che della polizia di frontiera già mobilitata, nelle città arabe in rivolta. Il premier ha denunciato “l’anarchia” e ha avvertito anche gli estremisti di destra ebrei: “Niente può giustifica gli attacchi degli arabi contro gli arabi e niente può giustificare gli attacchi degli ebrei contro gli arabi”.

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Gantz ha invece già spostato dieci compagnie della polizia di frontiera, di solito impegnate in Cisgiordania. Gli scontri si sono allargati da Lot ad Accra, dove un trentenne di origini ebraiche è rimasto gravemente ferito. I manifestanti arabo-israeliani si sono scontrati con la polizia, 374 gli arresti. Gravi disordini anche a Kafr Kassem. L’attenzione su Lod e altri sobborghi di Tel Aviv è altissima. 

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Se la tensione non viene gestita in maniera corretta Israele potrebbe scivolare per la prima volta nella sua storia in una guerra settaria all’interno dei suoi confini riconosciuti. L’allarme è arrivato anche sull’altra sponda dell’Atlantico. Il segretario di Stato Anthony Blinken ha chiamato Abu Mazen e chiesto lo stop ai lanci di razzi. “Ho espresso le mie condoglianze per le perdite di vite umane e sottolineato la necessità di fermare gli attacchi con i razzi per abbassare la tensione. Israeliani e palestinesi meritano allo stesso modo libertà, dignità, sicurezza e prosperità”. L’ultima frase segna una rottura rispetto alle posizioni della vecchia Amministrazione Trump. Si allude alla soluzione dei “due Stati”, tornata sul tavolo dei negoziati con Biden. 

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(fonte: La Stampa)