Usa 2020, Trump: l’impeachment ridicolo, per me rischio zero. E’ una caccia alle streghe

Il presidente parla dal Texas: «Tornerò a perseguitare Joe Biden e l'amministrazione Biden»

Mentre la Camera sta discutendo una risoluzione per chiedere al vicepresidente Mike Pence e al gabinetto di invocare il 25esimo emendamento per rimuovere il presidente uscente Donald Trump dall'incarico, il tycoon ha respinto ogni responsabilità per l'assalto al Campidoglio da parte dei suoi sostenitori e ha aspramente criticato la procedura di impeachment nei suoi confronti invocata dai democratici. La messa in stato d'accusa è "ridicola e pericolosa", ha detto il repubblicano prima di volare in Texas, dove si è recato per ispezionare i lavori del muro al confine. La procedura "ha provocato una rabbia tremenda", ma non voglio la "violenza", ha assicurato. Riguardo al comizio, tenuto mercoledì prima che la folla prendesse d'assalto Capitol Hill, Trump lo ha definito "del tutto appropriato", negando le responsabilità di "incitamento all'insurrezione" che gli sono state imputate dai dem.

Nella prima dichiarazione rilasciata alla stampa dai disordini del 6 gennaio, il presidente uscente ha poi attaccato i social per averlo bannato. "E' stato un errore catastrofico" e "una cosa orribile per il nostro Paese", ha detto il magnate. Intanto Twitter ha chiuso oltre 70mila account legati alle teorie complottistiche di QAnon, i cui seguaci hanno partecipato all'assalto al Campidoglio. Da Alamo, in Texas, il tycoon è tornato a criticare i social sostenendo che "la libertà di parola è sotto attacco come mai prima d'ora". I democratici stanno facendo pressione affinché Pence ricorra al 25esimo emendamento. Un'ipotesi che sembra poco probabile alla luce dell'incontro tra Trump e il suo vice allo Studio Ovale, il primo dopo i fatti del Campidoglio, che è stato definito "positivo" da un alto funzionario dell'amministrazione. Lo stesso magnate si è mostrato sprezzante dicendo che "Il 25° emendamento è a rischio zero" per lui e che piuttosto "tornerà a perseguitare Joe Biden e la sua amministrazione".

Se il tentativo non dovesse andare a buon fine, i dem possono giocare comunque la carta dell'impeachment. Il testo è pronto e la Camera potrebbe votarlo già mercoledì. Restano incerti invece i tempi del passaggio al Senato. Il leader democratico Charles Schumer ha invitato il leader della maggioranza Mitch McConnell a riconvocare immediatamente la Camera alta per consentire la messa in stato d'accusa prima del giorno dell'inaugurazione di Joe Biden. Il segretario di Stato Mike Pompeo ha annullato il suo - ultimo - viaggio all'estero, in Europa, per collaborare a una transizione regolare e ordinata. Intanto gli Stati Uniti si stanno preparando ad affrontare un'altra giornata ad alto rischio, quella dell'inaugurazione di Biden, in programma per il 20 gennaio. L'Fbi ha lanciato l'allarme per possibili "proteste armate" che potrebbero iniziare già il 16 gennaio e potrebbero prendere di mira non solo la capitale ma anche altre città. A Washington verranno schierati 15mila uomini della Guardia nazionale. Il presidente eletto Joe Biden ha dichiarato di "non aver paura di giurare all'aperto". Alla cerimonia potrebbe esserci un'ospite d'eccezione: Ivanka Trump. Secondo quanto riportato dai media statunitensi la figlia e consigliera del tycoon avrebbe in programma di partecipare all'insediamento per salvare la sua reputazione e la sua carriera politica. La decisione avrebbe fatto infuriare il padre che ha definito la possibile partecipazione della figlia "un insulto". Proseguono nel frattempo le indagini sui disordini del 6 gennaio.

Secondo il Washington Post, la sede dell'Fbi in Virginia aveva avvertito che gli estremisti si stavano preparando ad andare a Washington per attaccare il Congresso e scatenare una "guerra". La notizia contraddice direttamente le dichiarazioni del Dipartimento di Giustizia e dei funzionari dell'intelligence secondo cui non erano in possesso di informazioni che suggerivano un assalto a Capitol Hill. Sono finora oltre 150 le persone finite del mirino dell'Fbi e del Dipartimento di Giustizia. Tra questi Jacob Anthony Chansley, noto come Jake Angeli, lo sciamano di QAnon. L'uomo, diventato un simbolo dell'attacco, è tornato al centro della scena mediatica perché in prigione si è rifiutato di mangiare il cibo in quanto, ha spiegato la madre, "mangia solo cibo biologico".

(fonte: La Stampa)