Maxi multa Antitrust a Google: sanzione da 100 milioni di euro per abuso di posizione dominante

Secondo l’Authority, il motore di ricerca penalizza le app concorrenti per favorire l’utilizzo delle proprie: in Italia il 75% degli smartphone utilizza il sistema operativo di Android

Stangata dell’Antitrust su Google cui l’authority per la concorrenza ha comminato una multa da 102 milioni di euro per aver violato l’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea che vieta l’abuso di posizione dominante. Pratica alla quale il colosso americano avrebbe fatto ricorso penalizzando i servizi dei concorrenti a favore dei propri. Come nel diniego a installare su Android Auto l’app di Enel X che consente servizi funzionali alla ricarica dei veicoli elettrici per favorire l’utilizzo di Google Maps.  

Secondo l’Authority «attraverso il sistema operativo Android e l’app store Google Play, il motore di ricerca Google detiene una posizione dominante che le consente di controllare l’accesso degli sviluppatori di app agli utenti finali». Un problema non secondario dal momento che in Italia come ricorda l’Antitrust «circa i tre quarti degli smartphone utilizzano Android. Inoltre Google è un operatore di assoluto rilievo, a livello globale, nel contesto della cosiddetta economia digitale e possiede una forza finanziaria rilevantissima».

L’istruttoria era stata aperta l’8 maggio 2019 su segnalazione di Enel X Italia che nel febbraio dello stesso anno aveva accusato Google di non consentirle la pubblicazione di una versione della sua app JuicePass compatibile con Android Auto.

Per l’Antitrust il rifiuto di Google a rendere disponibile l’app di Enel X Italia  «ha ingiustamente limitato le possibilità per gli utenti di utilizzare l’app di Enel X Italia quando sono alla guida di un veicolo elettrico e hanno bisogno di effettuare la ricarica. In tal modo Google ha favorito la propria app Google Maps, che può essere utilizzata su Android Auto e consente servizi funzionali alla ricarica dei veicoli elettrici, attualmente limitati alla ricerca di colonnine di ricarica e alla navigazione ma che in futuro potrebbero comprendere altre funzionalità, per esempio la prenotazione e il pagamento».

Peraltro l’esclusione di Juice App dura da oltre due anni e «il perdurare di questa condotta – scrive l’Antitrust – potrebbe compromettere definitivamente la possibilità per Enel X Italia di costruire una solida base utenti, in una fase di crescita significativa delle vendite di veicoli elettrici. Inoltre la app JuicePass potrebbe uscire dal novero delle applicazioni utilizzate dagli utenti causando una riduzione significativa delle possibilità di scelta dei consumatori e un ostacolo al progresso tecnologico».

Diversa, invece, la spiegazione di Google secondo cui «la priorità numero uno di Android Auto è garantire che le app possano essere usate in modo sicuro durante la guida. Per questo abbiamo linee guida stringenti sulle tipologie di app supportate, sulla base degli standard regolamentari del settore e di test sulla distrazione al volante. Le applicazioni compatibili con Android Auto sono migliaia e il nostro obiettivo è consentire ad ancora più sviluppatori di rendere le proprie app disponibili nel tempo. Siamo rispettosamente in disaccordo con la decisione dell’Agcm, esamineremo la documentazione e valuteremo i prossimi passi».

L’Autorità, però, ritiene che la condotta di Google possa influenzare lo sviluppo dello mobilità elettrica in «una fase cruciale del suo avvio, in particolare per quanto riguarda il potenziamento di una rete di infrastrutture per la ricarica delle auto elettriche adeguata alla fase di crescita e di evoluzione della domanda di servizi di ricarica». Un ostacolo che potrebbe avere ricadute negative «sulla diffusione dei veicoli elettrici, sull’utilizzo dell’energia “pulita” e sulla transizione verso una mobilità più sostenibile dal punto di vista ambientale».

Motivo per cui, oltre alla multa, l’Antitrust ha imposto a Google di mettere a disposizione di Enel X Italia, così come di altri sviluppatori di app, strumenti per la programmazione di app interoperabili con Android Auto. L’authority si impegna inoltre a vigilare «sull’effettiva e corretta attuazione degli obblighi imposti avvalendosi di un esperto indipendente preposto all’attuazione e al monitoraggio degli obblighi imposti a cui Google dovrà fornire tutta la collaborazione e le informazioni richieste».

(fonte: La Stampa)