Il parroco e il suo vice lasciano la Chiesa per amore a Città di Castello

Don David Tacchini (a destra) e don Samuele Biondini

A prendere la decisione di abbandonare l'abito talare sono stati Don David Tacchini e Don Samuele Biondini. Prima di loro, sempre in Umbria, a Massa Martana, Riccardo Ceccobelli, 42 anni, aveva fatto la medesima scelta

Due sacerdoti della diocesi di Città di Castello, Don David Tacchini e Don Samuele Biondini, hanno chiesto e ottenuto dal Santo Padre la dispensa dagli obblighi derivanti dalla Sacra Ordinazione. Diventano così tre, in circa un mese, i casi di abbandono dell'abito talare in Umbria, dopo quello che aveva visto protagonista, nelle settimane scorse, don Riccardo Ceccobelli, l'ormai ex parroco di Massa Martana che ha lasciato il sacerdozio per amore verso una giovane del posto.

A dare notizia del nuovo doppio addio è il vescovo di Città di Castello, Mons. Domenico Cancian, spiegando che la decisione di Tacchini risale a «quasi a un anno fa». A pochi giorni fa, invece, per Don Samuele Biondini. Ha parlato di «libera decisione», accolta «con sofferenza e, allo stesso tempo, con rispetto». Nessun riferimento alle motivazioni, solo un pensiero di «profonda gratitudine ai sacerdoti che con gioia si donano quotidianamente e per tutta la vita nel generoso esercizio del ministero in favore del popolo di Dio. Chiediamo al Signore - ha aggiunto il vescovo - il dono della fedeltà a tutte le vocazioni e per i due nuovi candidati al sacerdozio, che saranno ordinati nel corso di quest'anno». 

Il presule ha comunicato che «a partire da sabato 15 maggio la guida pastorale della parrocchia di San Pio X, in Città di Castello, è affidata a padre Giuseppe Renda Ofm, guardiano del convento di San Giovanni Battista agli Zoccolanti, nominato amministratore parrocchiale».

Le ragioni della scelta del doppio addio ai fedeli restano ufficiose, tanti i rumors tra i parrocchiani. Don David, nato a Città di Castello, avrebbe chiesto la dispensa dopo essersi riavvicinato a una ragazza. Alla base della scelta di don Samuele, responsabile della pastorale giovanile, evangelizzatore di strada, spiegano i frequentatori della parrocchia, ci sarebbe invece una delicata vicenda personale, forse all'origine dell'incontro con un'infermiera, con la quale il prete avrebbe espresso il desiderio di condividere una nuova fase della propria vita.

Per le strade di Città di Castello e sui social i cittadini hanno rivolto parole di ammirazione e stima per la decisione coraggiosa dei due sacerdoti, in controtendenza rispetto a «chi continua con la missione sacerdotale, tradendola di nascosto». Mentre nei gruppi Facebook locali tanti si interrogano e mettono in discussione la questione del celibato ecclesiastico.

(fonte: La Stampa)