La Procura di Milano: Alberto Genovese vada a processo con rito immediato

La Procura di Milano chiude il cerchio sul 43enne Alberto Maria Genovese e chiede il processo col rito immediato, cioè vuole andare direttamente a giudizio senza passare dall’udienza preliminare. La richiesta è stata avanzata dai pm Letizia Mannella, Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini e riguarda soltanto le accuse di violenza sessuale e cessione di droga nei confronti di due ragazze: la diciottenne che sarebbe stata abusata dopo il party a base di coca e ketamina a Terrazza sentimento, il superattico con vista sul Duomo, il 10 ottobre scorso e la ventitreenne che l’ex mago delle startup avrebbe violentato a luglio, durante una vacanza a Ibiza offerta agli amici, con la sua fidanzata (per cui non è stato chiesto l’immediato). Sulla richiesta deciderà ora il gip Tommaso Perna, a cui i difensori di Genovese, in prigione dallo scorso 6 novembre, hanno chiesto la scarcerazione del loro assistito.

Nel frattempo il tribunale del Riesame fisserà a breve l’udienza per discutere del sequestro preventivo di 4,3 milioni di euro per reati fiscali che la procura, nei giorni scorsi, si è vista rigettare dal gip. Ed è stata intanto prorogata alla fine di maggio-primi di giugno la perizia in corso per stabilire la compatibilità o meno col carcere di Genovese, per via del suo stato di salute legato alla tossicodipendenza. A luglio, infine, sarà depositata la perizia fonica, richiesta sempre dalla difesa, sugli audio delle diciannove telecamere interne dell'attico a due passi dal Duomo di Milano.

(fonte: La Stampa)