Dalle cene con amici alla visita ai parenti: come difendersi nella nuova fase della lotta al Covid-19

Il 3 giugno è cominciata, anche per il nostro Paese, una nuova fase della lotta al nuovo coronavirus. Si sono allentate le restrizioni che impedivano di viaggiare tra diverse regioni, è di nuovo possibile vedere parenti e amici, mentre hanno riaperto pub e ristoranti. Ma il virus in Italia non è scomparso ed è essenziale non abbassare l guardia. Come? Lo abbiamo chiesto a Pierangelo Clerici, presidente dell'Associazione dei microbiologi clinici italiani 

Quasi tre mesi per arrivare a stringersi ancora in un abbraccio: è stato questo il bilancio del lockdown per la stragrande maggioranza degli italiani. Mesi di sacrifici che ci hanno separato da partner, amici, genitori e parenti. Dal 3 giugno, con la riapertura delle frontiere regionali, la possibilità di vedere i nostri affetti, e la ripresa di molte attività commerciali, la nostra vita è ritornata in parte alla normalità.

Questo non vuol dire però che il Covid-19 sia già sconfitto: «L’obiettivo è arrivare a Natale senza il virus e festeggiare la fine del 2020 in maniera tranquilla. Se non stiamo attenti c’è che il rischio concreto che il Covid continui a circolare e che qualuno gravemente ammalato possa infettarsi gravemente. Siamo stati bravi, dobbiamo però fare ancora una sforzo. Sarei la persona più felice a dire che domani è finito tutto, ma purtroppo non è così» sottolinea Pierangelo Clerici, presidente dell'Associazione dei microbiologi clinici italiani che aggiunge: «certo, ci siamo forse lasciati alle spalle la fase critica, le rianimazioni si sono svuotate, abbiamo meno casi gravi, ma il virus è lo stesso di marzo, non è mutato. Come sempre nelle pandemie, quando un virus arriva  fa strage delle

categoria target, nel nosto caso anziani, immunodepressi, cardiopatici, pazienti con patologie croniche respiratorie, e via dicendo. Poi si stabilizza e cerca una simbiosi con l’ospite, ma questo non vuol dire che sia scomparso e che non possa colpire ancora, specialmente nelle fasce di popolazione più fragili».

E allora è meglio attenersi a delle semplici misure di sicurezza per tutelare sé stessi e gli altri. Ecco quali 

Le norme essenziali

Il primo aspetto essenziale che dobbiamo tenere sotto d'occhio è soprattutto l'igiene personale. Un aspetto importante nella nostra vita quotidiana anche prima dell'avvento del Covid-19, ma diventato essenziale con l'avvento dell'epidemia da nuovo coronavirus.

Lavarsi o igenizzarsi le mani frequentemente

Che si utilizzi acqua e sapone, o un gel a base di alcool poco importa, l'importante è tenere le mani ben igenizzate ed eseguire questa operazione costantemente per evitare di entrare in contatto con il virus o infettare gli altri con le nostre secrezioni o con oggetti potenzialmente "contaminati".

Indossare sempre la mascherina

A meno che non ci troviamo di fronte a un congiunto, la mascherina (va benissimo quella chirurgica) va indossata sempre. È un'"arma" che riduce la probabilità che il portatore contagi altre persone. Si noti che ognuno di noi può essere un potenziale portatore di Covid-19, magari asintomatico, finché non esegue il tampone per accertare o meno la presenza della malattia. Ecco perché in presenza di altri è sempre meglio adottare dei metodi di barriera

Mantenere la giusta distanza

Per essere certi di non contrarre o diffondere il virus si deve osservare una distanza interpersonale di almeno un metro e mezzo. Un'accortezza che non deve creare imbarazzi, come spiega Clerici: «distanziamento sociale non vuol dire 'stammi alla larga', ma non creare assembramenti. Vuol dire distanza minima tra due persone non congiunte di un metro e mezzo quando siamo alla scrivania e in casa, ma anche in spiaggia. Deve diventare una forma mentis e c’è stata una responsabilizzazione delle persone in questo senso:  questa norma è davvero essenziale per far cessare definitivamente l’epidemia». 

A cena con amici 

L'allentamento delle misure di lockdown ha portato tutti noi a poter riabbracciare i nostri amici e riavviare le nostre vite sociali. Un sogno dopo mesi di isolamento forzato: ma come si può passare una serata a casa di amici, magari a cena, in sicurezza? Ecco qualche piccolo accorgimento e qualche piccolo mito sfatato.

Lavarsi le mani prima di sedersi a tavola

Sembra banale, ma è davvero il primo accorgimento da osservare. Lavarsi accuratamente le mani prima di mettersi a tavola con sapone o gel igenizzanti. Nel caso organizzassimo una cena potremmo anche tenere un gel a portata di mano per tutti i commensali

Devo levarmi le scarpe prima di entrare a casa? 

Non sono pochi quelli che suggeriscono di lasciare le scarpe fuori casa prima di entrare in un'abitazione, cose che, nell'ambito di una serata tra amici, obbligherebbe quasi tutti a entrare scalzi. La pratica ha però davvero poco fondamento scientifico: «Lasciare all’ingresso le scarpe all'ingresso non ha assolutamente senso, basta strusciarle nel tappetino all’ingresso come si fa di solito. Il virus non si attacca alla superficie delle scarpe» afferma Clerici. Altra cosa è se si vuole puntare sull'igiene della casa: «Se parliamo di igiene, che va sempre mantenuto al di là delle emergenze, può essere una buona pratica. Se parliamo invece di prevenzione al Covid-19 è un'accortezza priva di fondamento scientifico». 

Buffet? Meglio evitarli 

Quello che è invece meglio evitare sono i buffet e il cosidetto "finger food", molto meglio, almeno in questa fase, affidarsi alle vecchie posate: «parlando le famose goccioline responsabili del contagio (droplet) possono cadere sugli alimenti che vengono immediatamente consumati. Inoltre c'è il malvezzo di toccare più alimenti con le mani, magari sporche di saliva: ecco perché in questa fase è davvero meglio evitare i cosidetti "buffet"». 

Ritorno in sicurezza al ristorante 

Tra le novità di questa fase, c'è anche la possibilità di tornare ad affollare pub e ristoranti, posti essenziali per la nostra socialità e il nostro stile di vita. Anche qui è però necessario osservare qualche piccolo accorgimento.

La giusta distanza 

Anche il ristorante non fa eccezione: la distanza di sicurezza da tenere è sempre di un metro e mezzo tra un commensale all'altro, a meno che non si tratti di congiunti. «Non sappiamo mai a quanto ammonta la possibilità di infettarsi, nel calcolo delle probabilità potremmo dire che magari è inferiore all'1%, ma non conosciamo quanto sia la popolazione non suscettibile, né le probabilità, quindi è meglio mantenere sempre la giusta distanza»  sottolinea Clerici. 

Coprire bocca e naso con fazzoletti in caso di tosse e starnuti

Una norma che non vale solo per i ristoranti, ma che in presenza di commensali posizionati a pochi metri di distanza acquisisce ancora più importanza. A tavola, e con la bella stagione, è decisamente preferibile il fazzoletto, rigorosamente monouso, all'utilizzo del gomito. 

Occhio ai condizionatori

Una cosa da tenere d'occhio è invece sicuramente il condizionatore utilizzato per riscaldare o refrigerare l'ambiente: «sarebbe ideale avere un ricircolo d’aria e non un getto diretto: perché il getto diretto fa confluire tutto ciò che c’è nell’ambiente sulle persone» . Una norma valida anche per il ventilatore perché «bisogna evitare i getti d’aria diretti sparati sulla persona». 

Le visite ai famigliari 

Vedere finalmente i genitori, i nonni, e tutti i nostri parenti dopo mesi di isolamento è sicuramente un'emozione indescrivibile che ci spinge (giustamente) verso il contatto fisico. Anche in questo caso non è necessario evitare completamente i contatti, ma è necessario qualche piccolo accorgimento.

Sì agli abracci, ma con la mascherina 

«Nel caso del ritorno a casa, un abbraccio è doveroso, ma quell’abbraccio sia con la mascherina, poi per il resto basta il distanziamento sociale senza problema» sottolinea Clerici che aggiunge come dopo 14 giorni di permanenza anche il distanziamento possa venire gradualmente ammorbidito «dopo 14 giorni le misure di distanziamento possono essere allentate perché finisce il tempo di incubazione della malattia». 

In casi di tampone serve l'isolamento

Se si vuole essere sicuri bisogna sottoporsi al tampone oro-faringeo, l'unico strumento in grado di accertare se, in quel preciso momento si è infettati da Covid-19. In molte regioni il percorso è il seguente: prima ci si sottopone al test sierologico (disponibile anche in strutture private) e in caso di positività si ricorre al tampone oro-faringeo per capire se in quel momento si è realmente infettati dalla malattia. È chiaro che se ci si pone al test sierologico, o al tampone, è preferibile l'isolamento per tutto il tempo in cui si attende la risposta. 

Attenzione alle categorie più esposte

Come le statistiche ci insegnano i rischi legati al contagio da Covid-19, non sono uguali per tutti. Ci sono delle categorie più a rischio che dobbiamo considerare, specialmente se parliamo di familiari con cui è più probabile intrattenersi in effusioni affettive. «Dobbiamo fare attenzione ad anziani, cardiopatici, immunodepressi e persone con patologie respiratorie croniche per proteggerli, ma non solo. Dobbiamo fare in modo che il virus tenda a scomparire specuialmente prima dell'inverno, quando potrebbe sovrapporsi ad altre patologie infettive» puntualizza Clerici.