Aggravamento della pena a chi vuole sabotare la Giustizia

Di fronte a Cesare Battisti, che vuole uno sconto della pena, e ai picchiatori di Colleferro, che si dichiarano innocenti, proviamo una reazione ostile. Coloro che commettono un crimine e vengono presi, negano tutto sperando di creare confusione e farla franca.

Io dico: per questo sabotaggio della giustizia dovrebbero subire un aggravamento della pena. Perché mostrano di non essere pentiti, e di permanere dentro il reato, contro la legge. C'è un testimone contro i fratelli picchiatori di Colleferro, dice che li ha visti sferrare una violenza animalesca, cercavano di colpire l'uomo abbattuto con calci mirati sul cranio, ma loro negano spudoratamente, dicono di non averlo neanche toccato: se la testimonianza contro di loro verrà confermata, come adesso pare, non dovrebbero vedersi aumentata la pena, per questa permanenza nel crimine? Cesare Battisti ricatta la giustizia, adesso minaccia lo sciopero della fame, uno sciopero totale, di quelli che portano alla morte, perché dice di non meritare la pena a cui è condannato, ci sono delle aggravanti in quella pena che lui vuole gli siano tolte, e col ricatto dello "sciopero totale della fame" vuol paralizzare la giustizia, bloccarla, e alla fine cavarsela. Ma Battisti non era un nemico dello Stato, un combattente contro lo Stato, un combattente totale, che voleva rovesciare lo Stato, sparando contro i suoi servitori? Se fosse coerente con i suoi principi dovrebbe rifiutare ogni resa e ogni accordo, e se fosse pentito della sua vita contro lo Stato e dei crimini che ha commesso dovrebbe accettare la pena cui è sottoposto.

Un sito d'informazione titola lo "sciopero della fame" di Battisti come se fosse una sua invocazione: "Aridateme il Brasile". Comodo. Ma in Brasile lui ha goduto di libertà e buon trattamento perché è riuscito a ingannare la Giustizia: invece di presentarsi come colpevole di omicidio, si presentava come vittima di una persecuzione politica. Lo so che non è corretto, ma gli anni di libertà, lavoro, ospitalità, protezione che ha goduto in Brasile, e prima ancora in Francia, è giusto che gli vengano imputati come una ulteriore colpa, un tentativo (riuscito) di non pagare per le colpe commesse in Italia: ora non dovrebbe voler tornare a quegli anni, dovrebbe dire che è pentito dei crimini e dei delitti commessi e che ritiene giusta la condanna, e vuole scontarla con buona rassegnazione. I fratelli picchiatori che han massacrato quel povero ragazzo di Colleferro dovrebbero "passare dall'altra parte", e pentirsi della violenza di cui han fatto una professione. Se si presentano come agnellini, vittime dei carabinieri che li hanno arrestati, sono ancora violenti, nemici della società. Vanno puniti per le bòtte che han dato, l'omicidio che han commesso, ma anche per questo pervicace imbroglio della giustizia. Tutti tentano questo imbroglio, perché non è punito. Sarebbe ora che i colpevoli di un crimine, appena presi, avessero paura di mentirci e ingannarci.

 

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