Cibo e fantasia nei padiglioni stranieri

Il primo ad essere completato dentro e fuori quello della Repubblica Ceca, inaugurato oggi. Pronto anche quello svizzero, il ristorante ha già pronti i menù. Alcuni sono indietro come quello dell'Algeria. Sono 53 e si affacciano sulla via principale

MILANO. Enormi chicchi di riso per la Malesia, un cappello dei coltivatori di riso per la Cina,  la forma del cesto per alimenti per il Qatar, la ruota della vita per la Bielorussia. Partecipano 144 Paesi ad Expo 2015 ma i padiglioni stranieri sono 53: gli altri hanno deciso di condividere lo spazio, nei cluster, con altri partecipanti intorno a un tema comune come riso, cacao e cioccolato, caffè, spezie, frutta e legumi, cereali e tuberi. Si affacciano tutti lungo il decumano, la via principale del sito espositivo dell’Expo che si incrocia con il più breve cardo, dedicato all’Italia. A un mese dall’inaugurazione i lavori sono ancora in corso. Alcuni come quello svizzero, ceco e dell’Angola ono finiti, altri sono più indietro come quello dell’Algeria.

Il primo ad essere finito dentro e fuori è quello della Repubblica Ceca, inaugurato ieri alla presenza del ministro degli Affari esteri Lubomir Zaoralek. Una struttura di acciaio e legno, semplice e squadrata, luminosa grazie a grandi vetrate. L’investimento è stato di otto milioni, quattro pubblici, gli altri privati. Stimano di ricevere il 10% del pubblico dell’Expo. Nello spazio antistante è stata realizzata una piscina che ospita una grande statua, raffigurante un uccello dalla lunga coda o un’automobile a seconda da dove la si guardi: vuole rappresentare, spiegano gli architetti, l'innovazione e al tempo stesso la natura. Nel padiglione ci sarà un ristorante e un punto ristoro.  Ogni piano poi racconta le scoperte scientifiche della Repubblica Ceca. Leit-motiv è l’acqua. Ma non mancherà la birra.

Expo di Milano, il cantiere a luglio del 2014 e nel marzo 2015

Anche il padiglione svizzero è a buon punto, mancano solo gli arredi del ristorante.  Gli svizzeri sono stati i primi ad aderire a Expo 2015, guadagnandosi uno spazio vicino al Padiglione Italia, tra i primi a finire, gli unici ad aver  fatto un tour promozionale in attesa dell’esposizione universale. Hanno già stampato il menù del ristorante, ospitato dalla “casa svizzera”.


La struttura ospita anche due installazioni dedicate ad acqua e nutrizione.  Il tema del cibo è declinato sul consumo responsabile come vogliono indicare le quattro torrette che completato la struttura: fatte di vetro, cemento e acciaio, conterranno rispettivamente caffè liofilizzato (tema dell’innovazione), acqua potabile (sostenibilità), sale (uso responsabile) e mele (biodiversità e tradizione). Le torrette via via si svuoteranno e dunque si abbasseranno. “Non potevamo mettere cioccolato e formaggio”, spiegano i responsabili, “nel tempo si sarebbero sciolti”. C’è anche uno spazio dedicato ai bambini e un atelier del cioccolato, partendo dalle fave di cacao. Al momento ci lavorano 50 persone, 60 ne lavoreranno nei mesi di apertura dell’Expo a cui si aggiungono dieci persone dello staff permanente. Dopo gli scandali legati all'Expo hanno deciso di aderire al "protocollo di legalità", dunque ai controlli preventivi di aziende appaltatrici prima dell'ingresso in cantiere.

PRIMA-DOPO: il cantiere visto dall'alto

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