IMBALLAGGI

Packaging, osservato speciale. E la scatola si mette a dieta

Cambiano forme, volumi, composizioni: i produttori investono sempre più risorse nell’ecodesign per garantire un riciclo efficace e maggiore sostenibilità

2 minuti di lettura
Il packaging si mette a dieta. Per venire incontro alle richieste dei consumatori, sempre più attenti in tema di sostenibilità, e per cambiare passo nella sfida dell’economia circolare promuovendo un maggiore riciclo dei materiali, l’Italia degli imballaggi negli ultimi anni sta investendo sempre più risorse nell’ecodesign. Progettare e pensare gli imballaggi per il riciclo, ma anche per occupare meno spazio durante i trasporti inquinando meno.

Come e perché stanno cambiando gli imballaggi lo racconta Luca Ruini, presidente del Conai (Consorzio nazionale imballaggi). "Rispetto al passato - spiega il presidente - oggi il packaging è più snello e molto più riciclabile. Con l’eco design si studiano nuovi imballaggi per essere più piccoli, composti magari da un solo materiale e avere più possibilità di riciclo".

Contenitori di vario tipo che prima erano composti da diversi materiali e su più strati, oggi vengono trasformati prevalentemente in imballaggi in carta o cartone. Altri invece, sono cambiati per forma e volume. "Per esempio, immaginiamoci come la 'dieta' possa incidere sui trasporti e le emissioni di CO2. I nuovi imballaggi, più piccoli e a incastro,  sui pallet e su scaffali di camion e furgoni occupano meno spazio: ottimizzando la logistica si riesce così a portare più prodotto, riducendo anche del 15% lo spazio solitamente occupato.

Meno viaggi significa meno emissioni. Forse il consumatore non se ne accorge, ma sono dettagli importanti". Su circa 18 milioni di tonnellate di imballaggi che quest’anno si stima siano immesse sul mercato, oltre il 70% viene riciclato, mentre il resto va in discarica. "Ovviamente - continua Luca Ruini - la capacità di riciclo dipende dal materiale e dal sistema della differenziata. Crescono gli imballaggi in cartone e in generale quelli fatti di materiale che sia separabile o monomateriale. Bene anche la raccolta del vetro e il riciclo dell’alluminio. La plastica, una protezione per i nostri prodotti che oggi è ancora insostituibile se si pensa ad esempio al suo apporto per ridurre lo spreco alimentare, è invece meno semplice da riciclare, perché più complessa e di differenti tipi".

Questo processo di dimagrimento del packaging diventerà fondamentale però solo se accostato a una  corretta raccolta differenziata. "In Italia si sta facendo bene, anche se al Sud si registrano ancora dei ritardi. In generale, più il cittadino riesce a selezionare più è di qualità la raccolta e tanto più gli imballaggi possono essere riciclati meglio. Ad esempio, durante il lockdown la differenziata in certe situazioni è cresciuta anche del 20% e nonostante si siano fermati molti impianti e sistemi di riciclo, per esempio quelli legati al recupero della plastica dedicata all’edilizia o all’automotive, e nonostante ci siano stati problemi di accumulo e stoccaggio, grazie a un corretto funzionamento generale del sistema non è stato lasciato per terra nemmeno un chilo di differenziata" spiega il presidente di Conai. Il quale avverte che se dovesse essere introdotti nuovi lockdown "potrebbero a lungo termine verificarsi problemi di stoccaggio, questione che va gestita in anticipo per essere preparati".

Tra materiali a dieta, nuove etichette ora obbligatorie "che dovranno essere perfezionate - spiega Ruini - per aiutarci a riciclare in maniera corretta", e l’aumento di diverse tipologie di imballaggi legate agli acquisti
online, una delle frontiere imprescindibili del nuovo packaging è oggi la «comunicazione con i consumatori". Secondo il presidente del Conai, "sono i clienti a chiedere sempre più sostenibilità negli imballaggi. Un esempio lo si è visto nella cosmetica: un tempo il packaging era molto legato alla presentazione del prodotto, oggi invece è più importante che sia sostenibile".  

Per affrontare tutte queste nuove sfide, il consorzio Conai ha lanciato un bando rivolto alle aziende, che saranno premiate a metà novembre, proprio per trovare nuovi casi virtuosi di progettazione degli  imballaggi: "Sfidiamo a trovare soluzioni per il futuro: capacità riciclo e riutilizzo, ottimizzazione logistica, riduzione di quantità e di materia. Ecco come dovranno essere gli imballaggi del domani".