Rapporto Iea: da qui al 2025 le rinnovabili saranno la principale fonte di energia nel mondo

La previsione dell'Agenzia internazionale per l'energia contenuta nel corposo rapporto Renewables 2020, che traccia lo stato dell'arte attuale di solare, eolico, idroeletterico, e lo proietta sui prossimi cinque anni. Con buona pace dei combustibili fossili
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Poche settimane dopo aver incoronato, per bocca del suo direttore esecutivo Fatih Birol, il fotovoltaico sovrano assoluto dell'energia, l'Agenzia internazionale per l'energia (Iea) decreta la sconfitta definitiva dei combustibili fossili: da qui al 2025 le fonti rinnovabili saranno la principale sorgente di energia in tutto il mondo. La previsione questa volta non è contenuta in una dichiarazione ma nel corposo rapporto Renewables 2020, che traccia lo stato dell'arte attuale di solare, eolico, idroeletterico, e lo proietta sui prossimi cinque anni. A farne le spese sarà soprattutto il carbone, che ha dominato il mercato della produzione di elettricità nell'ultimo mezzo secolo. Ma a guadagnarci sarà l'intero pianeta, con un abbattimento delle emissioni di CO2 e la conseguente riduzione del riscaldamento globale.

La Iea giustifica previsioni tanto ottimistiche per il prossimo quinquennio con i dati relativi al 2020 che si deve ancora concludere. E che in effetti hanno fatto registrare incrementi record nell'uso delle fonti rinnovabili. Secondo la Iea infatti almeno il 90% di tutta la nuova elettricità prodotta quest'anno proviene dalle rinnovabili, con un 10% attribuibile invece a gas e carbone. Una tendenza che dal campo si è riflessa anche sui mercati finanziari: il crescente consenso per le rinnovabili ha attirato nuovi capitali, tanto che il valore in Borsa delle compagnie fotovoltaiche si è praticamente raddoppiato.

D'altra parte negli ultimi dieci anni la potenza installata è aumentata di 18 volte per quanto riguarda il solare e di 4 volte per l'eolico. Una accelerazione che ha fatto arretrare l'idroelettrico: se nel 2010 copriva il 77% dell'elettricità verde, ora rappresenta il 45%. Un motivo in più di ottimismo deriva dal fatto che le eccezionali performance delle rinnovabili arrivano in un periodo funestato dalla pandemia da Covid. "Questa loro resilienza di fronte alle crisi è un ottimo segnale per il futuro e per gli investitori", ha commentato Fatih Birol.

E il futuro? L'anno prossimo ci si aspetta un ulteriore boom dovuto al Green deal europeo a all'India che potrebbe cominciare la sua transizione dal fossile alle rinnovabili. E poi c'è l'America di Biden, che invertirà la rotta di 180 gradi rispetto alla presidenza carbonica di Donald Trump. Non a caso i produttori cinesi di pannelli fotovoltaici sono tra i pochi nel loro paese a festeggiare esplicitamente il successo del candidato democratico: si aspettano per i prossimi quattro anni una esplosione del mercato solare statunitense.