RITORNO ALLA TERRA

Matt The Farmer, un orto da 34 milioni di clic

Matteo Fiocco, imprenditore 29enne di Brescia diventato famoso su YouTube come "Matt The Farmer" 
Coltiva un campo in Franciacorta su YouTube. Un video dopo l'altro, in cinque anni Matteo Fiocco (29 anni) ha conquistato 217 mila follower. Che amano zappare come lui
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Argilla per coltivare anche vitigni e curcuma. Una lombrichiera per il compost che rende il terreno più fertile. Siamo in Franciacorta e Matteo Fiocco dà subito qualche dritta per coltivare, mentre strizza gli occhi in favore di videocamera camminando nel suo orto. Una passione diventata un appuntamento fisso su YouTube per migliaia di persone, quasi come una serie tv.

Oggi c’è il sole  e a mezzogiorno il termometro tocca i 12°C, anche se è novembre e siamo alle porte di Brescia. Qui, ai piedi delle Alpi ma a dieci minuti da casa, Matteo qualche anno fa ha comprato 3 mila metri quadrati di terra, 500 dei quali coltivati a orto. Nel 2015 era una distesa di rovi, ora ci sono i filari. Benedetto quel decespugliatore, anche se "scrausissimo"... Nel frattempo il podere ha fruttato parecchio, se contiamo anche vigneto e uliveto, mentre Matteo diventava famoso come Matt The Farmer.

"Tutti mi dicevano ‘sei pazzo’. Così ho cominciato a fare video e pubblicarli online come un diario personale, più che altro per avere sempre sotto mano quel che avevo fatto. Così la community è cresciuta: se condividi contenuti, hai sempre bisogno di confrontarti", racconta. Ora il suo canale ha 34 milioni di visualizzazioni e 217 mila iscritti.

"Ho appena sentito Conte: sono in zona rossa, questo è un problema." Subito dopo la conferenza stampa del presidente del Consiglio sull’emergenza Covid-19, Matteo si collega con un live improvvisato (circa 21 mila views) per commentare l’ultimo Dpcm con le nuove misure che hanno fatto dell’Italia uno spezzatino di zone rosse, arancioni e verdi. Il fatto è che "sono saltati cinque lavori in una settimana", si lamenta Fiocco su YT confrontandosi con gli utenti collegati per capire qualcosa di più su come regolarsi i prossimi giorni per curare la terra. Chi può muoversi e come? Come fa chi ha un campo da coltivare? Le domande sono tante e Matteo si destreggia spiegando che si è autorizzati a raggiungere il terreno per accudire gli animali. Sembra un dettaglio, ma questo tipo di informazioni fanno da collante in tempi di incertezze e di attesa.


I miei follower? "Alcuni sono diventati amici con cui condivido strumenti, idee, soluzioni. Ad esempio appassionati di musica grazie ai quali ora la ascolto mentre zappo la terra". Matteo lo fa da quasi cinque anni e quando può apre il suo podere per incontrare dal vivo chi lo segue su YouTube e fare formazione. "Ci si incontra tre o quattro volte all’anno per bere un bicchiere di vino e chiacchierare. E dopo il primo evento gratuito ho dovuto far pagare un biglietto, altrimenti non ci stiamo tutti. L’ultima volta eravamo un’ottantina”, spiega raccontando l’iniziativa "Podere aperto". Giusto per far capire che la condivisione non è solo virtuale. Ma dopo la nuova stretta anti Covid-19, la chat è diventata l’unico approdo sicuro. E Matteo risponde a tutti, con un’attenzione certosina e presenza di spirito, raccontando come si dà da fare nell’orto.

Community vuol dire anche trovare soluzioni. "Nel 2012 dovevo mettere a posto il terreno e non c’era nemmeno un video che mi dicesse come. Così mi sono detto, perché non iniziare?". A 29 anni Matteo Fiocco è uno dei tanti creator che durante il lockdown si sono rimboccati le maniche per condividere a distanza la loro attività su YouTube”, spiega Francesca Mortari, director South Europe della piattaforma. In tempi di distanziamento e quarantena si è sentito forte il bisogno di trovare altre finestre per la socialità e il benessere. E il web ha giocato un ruolo importante per dedicarsi alla cura di sé e trovare risposte.

“Lo dimostrano le ricerche su internet dal 10 marzo ad oggi: le richieste di contenuti dedicati al benessere fisico e mentale – ad esempio la ginnastica o lo yoga – sono aumentate del 100%, così come la cucina. A cominciare dalle ricette per il pane fatto in casa e la pizza, che hanno letteralmente spopolato", prosegue Mortari.


Ma c’è anche qualcosa di più forte che abbiamo cercato nei mesi di allontanamento, legato alla nostra identità. Mortari torna allo studio dei trend registrati dal team Culture and Trends di YouTube, che la piattaforma video ha visto crescere in modo esponenziale in soli tre mesi. "Si tratta di contenuti che vanno dall’estetica (il taglio di capelli, ad esempio) fino agli skill che hanno avuto un vero e proprio boom, come il giardinaggio. In questo caso l’aumento registrato tra marzo e aprile è stato del 130%, una quota inimmaginabile prima".

Matteo è uno dei protagonisti di questo filone. Come logo su YouTube ha scelto un contadino con la zappa e ama prendersi cura dell’orto "perché vuol dire stare attenti a come produrre ortaggi, frutta e verdure sane". Una ricerca di sostenibilità che ha condiviso con un numero crescente di persone in questi ultimi mesi. La gran parte delle richieste di aiuto gli sono arrivate soprattutto da chi ha deciso di piantare i pomodori in balcone o in giardino, chiedendosi tra l'altro come e dove applicare il verderame, da usare “con accortezza” proprio per evitare danni alla salute.

Ritorno alla terra? Più andata e ritorno. "Nel lockdown ho toccato l’apice degli ‘ascolti’ ma il crescendo costante, prima e dopo, mi fa capire che il mio canale è diventato un punto di riferimento. Attenzione, però, non voglio passi l’idea che per fare il contadino basta poco: nei miei video punto a offrire modelli replicabili e non ricette facili". C’è chi pensa che mollare tutto per coltivare la terra sia la soluzione più a portata in tempi di crisi, - insiste lo youtuber - ma non basta la fatica, bisogna saper fare gli investimenti giusti. E non è detto che tutto questo sia sufficiente per garantirsi la sussistenza. Anche qui ci vuole una certa accortezza, figuriamoci per farne un business.

Come campa un contadino youtuber? "Mi sono sempre fatto il formaggio e la birra in casa per puro piacere. Ma i prodotti della terra che vedete alle mie spalle (inquadrati dalla webcam anche durante i live, ndr) sono solo per il consumo familiare. – risponde Matteo -  Perché se in Trentino Alto Adige, grazie alla sua filiera corta, riuscirei a campare, nel resto d’Italia potrei fallire nel giro di due giorni". Non a caso Matteo si sente più imprenditore che agricoltore. In realtà, alla terra si dedica solo quattro ore al giorno. Un'altra la spende studiando agronomia e macchinari. Poi, di corsa a girare, montare e postare le clip realizzate anche grazie alla collaborazione con le aziende. Come? “Provo le macchine e racconto come funzionano. Se per mettere a posto il terreno ho bisogno di un motocoltivatore, ad esempio, ne provo tre spiegando pregi e difetti di ciascuno”. Gli sponsor fanno la loro parte, poi c'è la monetizzazione che arriva da YouTube. Poca cosa a sentire Matteo, comunque un contributo per le opere di manutenzione. "Ci ho appena pagato le spese per la nuova stalla", dice.

"In termini di stipendio non si può dire che guadagno tanto. Va detto che ho deciso di continuare a insegnare a scuola (religione, ndr), anche se per poche ore a settimana e più per passione che per soldi. Ma c’è da considerare che grazie al campo ho la spesa alimentare dimezzata e uno standard di qualità alto a tavola per tutta la famiglia". Moglie e due figli sono abituati a mangiare zucchine, pomodori, dieci tipi di cavoli e tutto quello che offre la terra, spiega ancora: "E i sapori sono diversi, inutile dirlo".

Da una parte l'orto, dall'altra il computer. Dietro il set di Matt The Farmer con il frontman lavorano altre due persone: "una mi aiuta con la terra, l’altra per la comunicazione. Del montaggio me ne occupo personalmente". Il grosso della fatica da youtuber resta la chat, ma ne vale la pena. Possono arrivare anche 7-800 commenti a sessione, spiega Matteo: "tendo a leggerli e a rispondere in diretta a tutti, anche perché la mia è una bella community e tra i tanti like fioccano anche thread interessanti su cui discutere". Come quando gli chiedono "cosa dai da mangiare alle pecore?". Perché nel piccolo "HeyDay" dove si girano le pillole di Matt The Farmer, - oltre a vite e ulivi , ci sono tre pecore e 19 galline. Anzi, due pecore nane d’Ouessant (che "tagliano l’erba e concimano facendomi risparmiare fatica e soldi"): una purtroppo è morta da poco. Quando è successo Matteo lo ha raccontato per filo e per segno su YouTube e Instagram, con tanto di documentazione dell’istituto zooprofilattico di zona per condividere le pratiche da sbrigare e il parere dei veterinari. Anche questo fa parte del know how (e dello show, perché no) che può tornare utile ai farmer alle prime armi. Senza contare che è diventata una puntata di YT dal sapore di un thriller finché non si è scoperto che alla pecora è costata cara un’indigestione di granaglie destinate al pollame. Cose che succedono in una fattoria ma qualcuno non l’ha presa bene, compreso il titolare. "Lo so, su questo non sono molto farmer… “, dice Matteo ai 21 mila utenti che hanno seguito il giallo. "Però di solito racconto anche i miei sbagli, - si schernisce - non lo fanno tutti gli youtuber, dai.”

Uno, nessuno, centomila. Va detto che "quando superi i 100 mila iscritti non guardi più le visualizzazioni", ammette il farmer bresciano e spiega l'"alta fedeltà" conquistata con il suo canale: "In questo momento ho 140 mila views in 48 ore, e non sto pubblicando video da due giorni". La media quotidiana si aggira tra 70 mila e 100 mila, "e non siamo neppure in periodo di orto". Nella bella stagione Matt The Farmer ha raggiunto anche le 300 mila visualizzazioni dall’alba al tramonto: un'impennata prevedibile quando è tempo di raccolto.

L'orto invernale? Un evergreen. Però il contadino 2.0 sa che può spingersi ben oltre il calendario di Frate Indovino. "In Italia sono tra quelli che più hanno creduto nell’orto invernale, anche se all’inizio non mi ha filato nessuno. Ora la gente ha imparato che, con sacchetti o altre soluzioni per proteggere le piante, i frutti della terra possono dare soddisfazione anche in balcone, nonostante il freddo". Merito del lockdown che ha tolto spazio e vicinanza, regalando però qualche briciola di tempo libero in più per occuparsi di altro.

Anche l’olio è un tema che ha avuto successo. "L'ho prodotto recuperando un uliveto abbandonato da dieci anni e l’attenzione attorno a me è cresciuta. Tanta gente ha detto, ‘guarda, allora posso farlo anch’io’. Questo è un risultato”, dice con orgoglio Matteo.

Non solo tutorial. Nel canale di Matt The Farmer puoi imparare come si fa il fieno, cosa fare di 3 kg. di more, da dove cominciare per costruire un pollaio o per potare la vite. Una delle questioni che ha fatto più discutere è stata la gabbia per conigli. La clip ha registrato una pioggia di critiche, tra chi sosteneva che la casetta fosse troppo esposta al sole e chi non apprezzava la solitudine dell’animale. In quel caso Matteo ha incassato pazientemente, cercando di rispondere caso per caso e apportando persino qualche miglioria. Fino a dimostrare, termometro alla mano, che il coniglio godeva di ottima salute.

I trend sul campo. Ma cosa funziona meglio quando si parla su YouTube da contadini? "I pomodori vanno alla grande. E poi ci sono le spezie, un trend che interessa per l’uso che se ne fa in cucina e la possibilità di coltivarle durante tutto l’anno. Un altro che ha seguito è quello delle galline. Negli Stati Uniti è scoppiata la moda di vivere con le galline. Noi lo abbiamo dimenticato, ma un tempo accadeva anche qui e oggi la gente ha riscoperto il bello di avere le uova in casa. In Germania si stanno creando pollai sul terrazzo condominiale. Ci arriveremo anche noi, vedrete".

A differenza di altri youtuber chiusi in una stanza, Matteo sta già parecchio all'aria aperta. E in una giornata tersa come questa l'inquadratura di "Matt" ha come sfondo il verde dei campi e il blu del cielo. Almeno finché non tramonta, quando è ora tornare davanti allo schermo e zappare la Rete. "Lo faccio per i tanti che si chiedono come avviare un’azienda agricola partendo da zero. La mia esperienza dimostra che si può fare, con un budget di 35-40 mila euro e tanta buona volontà. Ma se sono arrivato qui lo devo soprattutto alla mia community".