Ecco la Renegade Hybrid, secondo modello della nuova generazione

Segue la Chrysler Pacifica e apre la strada alla trasformazione I programmi per la 500 e per la gamma Alfa Romeo



Come previsto nel piano strategico 2022, il 2019 sarà un anno “progressive”, senza fuochi d’artificio ma fondamentale per tirare le somme di quanto il nuovo Gruppo Fca ha ottenuto negli ultimi anni e impostare il compimento della strategia di espansione e di sviluppo dei vari marchi.


Jeep in testa, ovviamente, per una serie di buoni motivi; primo fra i quali l’espansione continua del settore dei Suv e la validità “globale” del marchio, autentica icona dei veicoli a quattro ruote motrici. Oggi Jeep di è guadagnata il ruolo di realtà di primo piano dell’attività Fca con i risultati, che sono sia numerici sia di profitto: è di fatto il marchio “premium-globale” del gruppo ed è forte nel mercato domestico e ricco come gli Usa, da cui non a caso sono partite le novità come la nuova serie Wrangler e il pick-up Gladiator che l’anno prossimo sbarcheranno progressivamente su tutti i mercati mondiali.

Per quel che riguarda il Vecchio continente il recente arrivo di Wrangler e il futuro approdo di Gladiator non saranno certo numericamente rilevanti, ma sono spunti importanti per rafforzare ulteriormente l’immagine tradizionale. Il clou di Jeep il prossimo anno sarà invece la produzione della Renegade a propulsione ibrida che uscirà, accanto alle versioni con propulsori convenzionali, dall’impianto di Melfi.

La Renegade Hybrid porta un segnale molto importante per l’intero gruppo, sarà infatti il secondo modello ibrido di Fca (dopo la Chrysler Pacifica) e la prima Jeep elettrificata; questo sarà solo il primo passo del processo di ibridizzazione della gamma europea che oltre a Jeep (sono infatti previste analoghe versioni della Compass e poi della Wrangler) ma inevitabilmente i modelli “parenti” come la 500X. Per intraprendere questa nuova strada, oramai strategica in tutti i mercati principali, il gruppo ha dovuto sviluppare una base tecnica nuova, dedicata alle vetture e ai Suv compatti e concepita per integrare i nuovi motori a tre e quattro cilindri della famiglia Firefly, secondo lo schema della propulsione ibrida a batterie ricaricabili.

Occhi puntati anche su Alfa Romeo, a dispetto di un’annata priva di novità significative. Il marchio del Biscione è chiamato a confermare in Fca il suo ruolo di riferimento nei settori delle berline sportive e dei Suv “belli da guidare” con Giulia e Stelvio. È il momento della verità per i due modelli fondamentali e, nell’ottica di Fca, quello di raccogliere i frutti del lavoro effettuato sulla piattaforma “Giorgio”, prima di effettuare ulteriori ampliamenti della gamma delineati nel piano 2020.

Il 2019 vedrà il marchio Fiat come sempre ancorato ai suoi elementi di forza e in particolare ai modelli della serie 500, tutti aggiornati in base alle normative su emissioni e consumi in vigore dal 1° gennaio. Ordinaria amministrazione per la Panda che al momento resterà la spina dorsale della produzione italiana a Pomigliano.

Al miracolo Y, l’evergreen di Lancia, si chiede un ulteriore colpo di reni per prolungare la sua incredibile carriera. La piccola, rimasta a testimoniare i valori classici del marchio ormai solo italiano, non rinuncerà alle abituali serie speciali che fino a ora l’hanno mantenuta giovane nello spirito e nell’immagine presso i suoi clienti.

Al livello più alto la stessa strategia verrà utilizzata per Maserati, la cui gamma consolidata è costantemente oggetto di un “allineamento” con le tecnologie più evolute; niente rivoluzioni quindi per le classicissime Quattro porte, Ghibli, GranTurismo, GranCabrio e Levante, ma una serie di perfezionamenti in linea con le esigenze della clientela più raffinata ed entusiasta. —





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