Parola d’ordine ecologia. La crescita italiana dell’alimentazione ibrida

Le elettriche sono ancora ferme allo 0,4% del mercato italiano ma le alimentazioni miste fanno registrare cifre di tutto rispetto 

IL PUNTO TECNICO


Parola d’ordine ecologia. L’auto pulita comincia a farsi largo anche dalle nostre parti. Cominciamo dai numeri. Le vendite di elettriche a settembre sono cresciute del 167%. Certo la quota è bassa (0,4) ma l’exploit fa sperare. Nulla a che vedere con le ibride che ormai cominciano a conquistare gli italiani. A settembre l’aumento è stato del 29% e la quota è arrivata al 6,1. In totale le auto ad alimentazione alternativa conquistano il 13,4% del mercato. Dunque se c’è un settore davvero emergente, per numeri e percentuali è indubbiamente quello delle ibride. Al punto che sempre a settembre è stata proprio la Yaris (modello venduto quasi del tutto in versione ibrida) a conquistare il vertice della top ten del segmento.

Cerchiamo allora di capire meglio cosa aspettarsi da un’auto con due motorizzazioni. I modelli che si stanno diffondendo maggiormente sul mercato hanno un sistema full hybrid, quello di Toyota e Lexus ma ora adottato anche da Kia Niro e Hyundai Ioniq, seppur con soluzioni tecnologiche diverse rispetto a quella dei marchi del gruppo Toyota. Nell’auto full hybrid il motore elettrico, che affianca quello a combustione interna, ha una potenza di alcune decine di kilowatt ed è in grado di far muovere la vettura anche da fermo in sola modalità zero emissioni con un’autonomia limitata ma nell’utilizzo di marcia quotidiano interviene molto frequentemente, tanto da permettere all’auto di viaggiare senza emettere fumi per oltre il 50% del percorso. Il risultato in termini di consumi, rispetto ad auto non ibride di pari massa e potenza dipende dalle condizioni di marcia e dallo stile di guida ma può essere indicato in un 30-35 per cento.

Un’altra tipologia di auto ibrida che si diffonderà rapidamente e con numeri crescenti nei prossimi anni è realizzata con tecnologia mild hybrid, un ibrido leggero, ovvero con un piccolo motore elettrico con potenza fino a 10-12 kW. Adottano questa soluzione le auto Suzuki già sul mercato e saranno mild hybrid 48 Volt molti modelli in arrivo con marchio Fiat, Mercedes, Bmw, Volkswagen e probabilmente anche Alfa e Maserati. Sono già sul mercato la Renault Scenic e la Mercedes E350 coupé e cabriolet dotate di questa soluzione. L’ibrido mild utilizza il motore elettrico per aggiungere potenza e coppia nelle accelerazioni e per far muovere in sola modalità elettrica l’auto in alcune specifiche condizioni, prima tra tutte quella detta di veleggiamento, cioè quando si procede a velocità costante e basta poca potenza – fornita dal solo motore elettrico – per mantenere l’andatura azzerando però le emissioni allo scarico. Il risultato in termini di riduzione dei consumi, rispetto a veicoli paragonabili ma non ibridi, può essere valutato tra il 10 e il 20%, a seconda delle condizioni di marcia.

Le auto ibride plug-in possono rappresentare un vero e proprio universo di possibili soluzioni. La tecnologia plug-in hybrid è caratterizzata dalla presenza di un motore elettrico in grado di far muovere da solo l’auto, come avviene nelle full hybrid, accompagnato però da batterie capaci di garantire autonomie di marcia in modalità elettrica di alcune decine di chilometri e dotate di possibilità di ricarica anche dall’esterno, cioè dalla presa della corrente o da una colonnina dedicata. Le auto ibride ricaricabili anche dall’esterno sono già sul mercato coi marchi Audi, Bmw, Mercedes, Volkswagen, Hyundai, Land Rover, Volvo, Porsche e sono in arrivo modelli Bentley, Kia e molti altri. La riduzione dei consumi e delle emissioni dipende dall’utilizzo dell’auto in modalità elettrica, che può essere addirittura nullo – se non si ricarica mai la batteria - o al contrario totale, se invece la ricarica avviene quotidianamente e la percorrenza è inferiore rispetto all’autonomia di marcia. —