Obiettivo ambizioso: nel 2030 solo auto ibride o con batteria

Le case costrette ad accelerare i tempi della trasformazione Servono ingenti investimenti e una spinta sul mercato 

Paolo Odinzov

Avanti tutta ma a batterie, l’elettrificazione nel settore auto è un processo irreversibile cui non sfugge nessun costruttore. Neppure chi fino a ieri non voleva davvero saperne di attaccare una spina alle auto o pensare a soluzioni più “soft” come le motorizzazioni ibride o mild hybrid. Complici le leggi sempre più restrittive sulle emissioni e il conseguente declino del diesel, tutti devono e dovranno seguire l’onda verde nella mobilità.


Certo, come ha ribadito al Salone di Parigi il ceo di Mercedes Dieter Zetsche, l’auto elettrica, almeno quella pura, «non è proprio dietro l’angolo». Una recente indagine della Casa tedesca tra i potenziali acquirenti di una vettura nei prossimi mesi ha rilevato che oltre il 98% non si è intenzionato a comprarne una a batterie. Sta di fatto però che anche Mercedes, oltre ad avere già in gamma diversi modelli ibridi, ha presentato proprio a Parigi la sua prima auto alimentata esclusivamente da elettroni, ovvero la Eqc.

Lasciando da parte Toyota, prima a vederci lungo e a fare delle motorizzazioni ibride a basso impatto ambientale una bandiera del marchio, tutti i big hanno pronti piani dettagliati per accelerare la loro corsa nell’elettrico. Una corsa che secondo il “Global Automotive Outlook 2018”, studio annuale realizzato dalla società di consulenza AlixPartners, costerà all’industria automotive un investimento pari a 255 miliardi di dollari nei prossimi otto anni in tutto il mondo. Ovvero circa dieci volte di più di quanto non abbia fatto negli ultimi otto anni. Spetterà ai costruttori globali rappresentare il 72% di questi investimenti che inevitabilmente andranno a pesare sui margini di profitto, rendendo la nuova sfida impegnativa.

«Abbiamo bisogno di maggiori profitti perché gli oneri per l'azienda, come i costi di lancio dei veicoli elettrici, saranno più alti del previsto» ha detto il numero uno del Gruppo Volkswagen Herbert Diess dopo che a Wolfsburg è stata avviata la campagna “Electric for All”. Campagna che aprirà la via alla famiglia di veicoli Id e avrà il ruolo di rendere accessibile l’auto elettrica a milioni di persone con dieci milioni di vetture prodotte già entro il 2022. Nello specifico Volkswagen ha annunciato 27 modelli elettrici entro il 2022 a marchio Id, 12 novità Audi a zero emissioni per il 2025 e Porsche avrà la sua elettrica con la Taycan nel 2019.

I costi, dunque, spaventano ma questo ha contribuito a far partire una vera e propria gara tra i produttori. In Casa Psa a partire dal 2019 ogni nuovo modello dei marchi Peugeot, Citroën, Ds, Opel e Vauxhall avrà in listino una versione elettrica o ibrida ed entro il 2021 saranno lanciati 15 nuovi veicoli elettrificati, di cui otto ibridi plug-in e sette a batteria. Volvo proporrà una gamma ibrida ed elettrica a marchio Polestar. Fca ha in programma modelli a zero emissioni per Jeep e Maserati e forse una Panda ibrida plug-in. Mentre i tedeschi di Bmw hanno pianificato una road-map che conterà ogni 12 mesi una novità di prodotto ed entro il 2025 prevede cinque vetture sotto il brand “i”, 12 modelli elettrici e ben 25 versioni elettrificate destinate a coprire ogni segmento del mercato.

Anche il Gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi, che detiene il primato dell’elettrica più venduta al mondo con la Nissan Leaf ha numerose ricette. Ad esempio il piano “Drive The Future” Renault seguendo il quale la Casa francese lancerà otto nuovi modelli elettrici e 12 ibridi entro il 2022. Mentre i coreani di Hyunday e Kia sono pronti investire 25 miliardi di dollari, contando anche sull’ibrido diesel, e alla Mazda hanno annunciato la strategia “Sustainable Zoom -Zoom 2030” con l’obiettivo di arrivare produrre solo auto elettrificate entro il 2030 delle quali il 95% ibride e il 5% full electric. —