L’auto? Non la compro più, ora la affitto

Il noleggio a lungo termine prende sempre più piede anche fra i privati e soprattutto fra le giovani generazioni A fine anno la crescita dei contratti riuscirà a compensare il calo delle vendite: vi spieghiamo quando conviene farlo

Graziella Marino

Noleggiare l’auto invece di acquistarla in Italia sta diventando un vero e proprio fenomeno sociale. Sono sempre di più infatti gli automobilisti che, dovendo cambiare la vettura, scelgono di affittarla per qualche anno pagando un costo fisso mensile, comprensivo di tassa di possesso, manutenzione ordinaria e straordinaria, Rc auto e assistenza stradale. In sostanza l’unica cosa di cui il privato si deve preoccupare è la spesa per il carburante.


Alla crescita del fenomeno, poi, ha contribuito non poco la prorompente avanzata della mobilità condivisa che, soprattutto tra i giovani, ha portato a una disaffezione del concetto di proprietà e a una tendenza a vedere l’auto più come servizio, il più digitalizzato e connesso possibile, per favorire gli spostamenti. A spingere l’auto a noleggio fuori dai confini aziendali è stato soprattutto il boom del “ lungo termine” che ha aiutato non poco il mercato a uscire dalla crisi. Così, dopo un 2017 che, grazie al noleggio, ha prodotto nuove targhe per 433.122 unità (+18,3% sul 2016), come rileva il Centro Studi Fleet&Mobility, anche il 2018 sta confermando la tendenza al rialzo.

In particolare il noleggio a lungo termine, che nel 2017 ha registrato 258.749 nuove immatricolazioni (139.796 nel noleggio a breve termine), nei primi nove mesi del 2018 – secondo Dataforce – è cresciuto di circa 11.000 unità, ovvero il +5,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato, questo, molto ridimensionato però rispetto alla crescita di oltre il 12% registrata da gennaio ad agosto a causa del -38% segnato a settembre, in linea con il tonfo subito nello stesso mese dal mercato globale. Comunque Dataforce prevede per fine 2018 un ulteriore rialzo del settore, che dovrebbe raggiungere le 280.855 unità (+8%).

L’Unrae, l’associazione che riunisce le case estere presenti in Italia, prevede addirittura che a fine anno sarà grazie ai privati che sceglieranno il noleggio a lungo termine che si potrà compensare la flessione della quota di auto nuove acquistate, che nel 2018 in Italia scenderà al 52,5%. Il successo del noleggio in Italia è testimoniato anche dalla crescita del valore delle vetture acquistate. Nel 2017 – secondo il Centro studi Fleet&Mobility e Europcar – si è attestato, al netto degli sconti, sugli 8,8 miliardi di euro contro i circa 7,4 del 2016 (+ 19%). Escludendo i 3,2 miliardi di valore del noleggio a breve, a fare da traino è il noleggio a lungo termine che nel 2017 ha contribuito per 5,6 miliardi ai 37,5 miliardi di valore totale delle auto che vanno in mano a un solo driver: una quota pari al 15% che nel 2010 era meno della metà.

In particolare nel 2017 i noleggiatori hanno acquistato auto con un valore medio di 20.265 euro, in crescita dello 0,7% rispetto al 2016. Il noleggio copre il 40% del mercato con 15 modelli. Al top della classifica svettano nel 2017 cinque vetture Fiat: Panda , che ha la quota più alta sia in valore (3,8%) sia in volume (7,3%), Tipo, 500L, X e 500. Ai primi due posti della classifica calcolata in base al prezzo medio di vendita, invece, si collocano nel 2017 Audi A4 (44.051 euro) e Bmw Serie 3 (43.908 euro), ma il terzo posto è occupato dall’Alfa Romeo Giulia (41.137 euro). Chiude la top ten la Ford Focus (26.296 euro). Ma alla fine, il noleggio a lungo termine è davvero la soluzione ideale per i privati? Molto dipende dall’utilizzo che si fa della vettura. Per esempio nel canone fisso mensile è prevista anche una percorrenza massima (da 30 a 60 mila km) il cui superamento comporta in genere l’applicazione di penali. Inoltre, se si intende tenere l’auto per minimo 7-8 anni, il noleggio non conviene mai perché i costi più alti dell’acquisto saranno ammortizzati nel tempo. Ma oggi, con i blocchi del traffico in agguato e la continua demonizzazione del diesel conviene ancora tenersi la vettura così a lungo? Se non si vuole rischiare repentini dimezzamenti del valore del proprio usato, forse no. —