Sabbia del Po, Bacchi accusata di truffa

Boretto: per il pm Chiesi l’azienda manomise una pesa per pagare meno. La difesa: «Misurazioni errate, ci rimise»

BORETTO. Si sa che la sabbia del Po vale oro, ma a tal punto da attivare sei anni fa “appetiti” riferibili ad una pesa a nastro manomessa o alterata che avrebbe fatto risultare come prelevato un quantitativo di sabbia minore di quello effettivamente tolto dal Grande Fiume?

Un dubbio che sta cercando di dirimere – in tribunale a Reggio – il giudice Cristina Beretti nel processo che vede sul banco degli accusati due vertici ,ai tempi, della ditta borettese “Bacchi” (l’amministratore unico 98enne Aladino Bacchi, il figlio 51enne Claudio Bacchi quale socio ed amministratore di fatto della società) nonché il dipendente 45enne Alessandro Oliviero. Sono accusati di uso o detenzione di misure o pesi con falsa impronta ma anche di truffa. Secondo la ricostruzione fatta dal pm Isabella Chiesi – che ha coordinato le indagini della Forestale – nell’estate 2008 erano in corso i lavori di ripristino della funzionalità del collegamento fra il canale della Bonifica Moglia-Secchia e il Po: operazioni appaltate alla ditta “Flumar” di Boretto che a sua volta aveva affidato parte dei lavori alla “Bacchi”. I lavori consistevano nell’estrazione della sabbia che ingolfava il collegamento idrico: dal 20 giugno al 14 luglio una motodraga aveva prelevato la sabbia per poi depositarla nel cantiere-porto della “Bacchi”. Per il pm Chiesi mediante quella pesa – autentico “pomo della discordia” – venne fatto risultare un quantitativo di sabbia minore di quello effettivo (4.940 invece di 8.680 metri cubi) con due conseguenze. In primis alla “Flumar” dovevano venir corriposti 5,30 euro al metro cubo per quella sabbia, ma essendo stato pesato meno del dovuto non aveva incassato ben 19.822 euro. In secondo luogo la Bonifica si accorgeva che erano stati estratti ben più dei 20mila metri cubi di sabbia autorizzati.

«La Forestale fece delle misurazioni su quella sabbia non corrette – replica l’avvocato Roberto Bassi che difende i tre imputati – senza avere le giuste nozioni tecniche. In realtà la “Bacchi” incamerò meno metri cubi di sabbia». Nella prossima udienza – fissata per il 23 giugno – verranno valutate, sul caso, le considerazioni di un tecnico dell’Aipo.(t.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA